
Savona. Il piano sanitario è quello che tutti conosciamo, ed è caratterizzato dai tagli: su questo non ci pive. Eppure, oggi, uno spiraglio è arrivato dall’incontro ad hoc riunito in prefettura e a cui hanno partecipato vari sindaci della Val Bormida (tutti in prima linea a difendere l’ospedale di Cairo Montenotte), il direttore generale Asl Flavio Neirotti, e il presidente della Commissione Sanità in Regione Stefano Quaini.
Lo spiraglio arriva proprio dalle parole pronunciate a margine della riunione da Neirotti: “Il nostro piano è caratterizzato dai tagli – premette – però ci sono dei correttivi che possiamo applicare strada facendo se ci accorgiamo che la situazione può essere modificata a vantaggio di tutti. Uno di questi correttivi potrebbe proprio riguardare il nosocomio cairese per ciò che concerne day hospital e servizi ambulatoriali”.
Una dichiarazione alla quale si aggrappano i sindaci del territorio che si stanno preparando alla manifestazione pro-ospedale San Giuseppe prevista per il 22 settembre. “Siamo soddisfatti delle parole del prefetto perché dimostra di aver capito i problemi del territorio e dei valbormidesi – dice il sindaco di Bormida – Il nostro problema, e quelli del nostri anziani, è quello di raggiungere i grandi ospedali d’inverno, quando le strade sono difficilmente percorribili a causa della neve. Va bene potenziare i grandi nosocomi ma noi come faremo ad arrivarci? Abbiamo bisogno del nostro San Giuseppe”.
“Il nostro scopo era quello di sensibilizzare il prefetto su una situazione allarmante – aggiunge il sindaco cairese Fulvio Briano, che ha chiesto al prefetto di riunire questo tavolo ad hoc – C’è la sensazione, da parte dei sindaci del territorio, che ogni volta che si deve tagliare lo si faccia solo sulla Val Bormida”.