
Savona. L’occasione era ghiotta: un evento attira-visitatori come “Stile Artigiano”, il mercatino dell’antiquariato con la chiusura al traffico di via Paleocapa e, come se non bastasse, tre navi da crociera in porto con circa 10 mila crocieristi in transito sotto la Torretta. Ce n’era abbastanza per sfregarsi le mani e pensare ad un pieno di clienti capace di scacciare, almeno per un giorno, i pensieri negativi legati alla crisi.
Eppure oggi, a fare da cornice a residenti e turisti a caccia di affari tra una bancarella e l’altra, non si poteva fare a meno di notare una desolazione di serrande abbassate. Solo pochissimi commercianti – e per la maggior parte stranieri, titolari di negozi di prodotti “made in China” o simili – hanno visto “lungo” e deciso che, forse, valeva la pena tentare il “colpaccio”. Una decisione che, a guardare i sacchetti in circolazione, sembra averli premiati. Anche grazie alla scarsa concorrenza.
Una scarsa concorrenza che “parla” di un’occasione persa per dare un calcio alla crisi e rallegrare gli umori di quei negozianti che, ogni giorno, sono alle prese con clienti sempre più restii a spendere e casse sempre più vuote. E così, anche una domenica che inviterebbe allo shopping, diventa un buco nell’acqua in cui si spera di non annegare.
“Ovviamente, da questo punto di vista, poco possiamo fare se non organizzare iniziative – interviene l’assessore al Commercio di Savona, Paolo Apicella – Il nostro ruolo è quello di rendere Savona più viva possibile, ci mettiamo del nostro, ma non possiamo costringere i commercianti a tenere aperto: sta alla loro sensibilità e al loro spirito collaborativo farlo. Questa è una polemica vecchia, ci stiamo lavorando”.
“Comunque dispiace anche partendo dalla constatazione che ‘Stile Artigiano’ è organizzata da Confartigianato e il mercatino dell’antiquariato da Confcommercio per cui ci si aspetterebbe una risposta in tal senso. Sono i sindacati di categoria che dovrebbero spingere i negozianti all’apertura. La crisi c’è, io non posso giudicare l’operato nei commercianti, il loro è un lavoro duro, e la domenica è anche giusto passarla con le famiglie. In Darsena, comunque, erano motli gli esercizi aperti” conclude Apicella.