
Albenga. “Il tempo delle parole è finito. Dopo la grande manifestazione ‘Abbracciamo l’ospedale’ del 31 luglio, noi, come tutto il comprensorio ingauno, attendevamo i fatti. Ciò che Quaini si ostina a fare è mascherare il proprio senso di colpa con acrobazie lessicali e contorsionismi verbali. Oggi tenta di proporci un nuovo reparto privato in struttura pubblica, in concorrenza con una realtà storica come la clinica San Michele” è la premessa del sindaco ingauno Rosy Guarnieri che risponde al presidente della Commissione Sanità della Regione sul tema dei tagli alla sanità e, in particolare, quelli che vanno a colpire l’ospedale albenganese.
“Per l’ennesima volta ribadisco ai cittadini dotati di onestà intellettuale che all’interno dell’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga non esiste un reparto di Riabilitazione: è presente un servizio di riabilitazione ambulatoriale di cui è titolare la dottoressa Amato, che è cosa ben differente rispetto a un reparto con posti letto per le degenze” precisa il primo cittadino.
“Se Quaini, come continua a dichiarare, non condivide il provvedimento del Direttore Generale, la scelta per lui è semplice: o smetta di sostenere questa Regione, o sottoscriva con noi il documento che impugna il provvedimento, perchè il Consiglio Regionale prenderà atto del declassamento del nostro pronto soccorso – trasformato in punto di primo intervento il 15 settembre prossimo – solo a novembre, a cose avvenute” conclude Guarnieri.
Il primo cittadino ingauno ha colto l’occasione, oltre che per rispondere all’esponente dell’Idv, anche per replicare al Pd albenganese: “Il Partito Democratico ha scoperto le carte. Attraverso l’ingenuo Segretario, che in tutti i modi sta cercando di salvare la sua sedia, supinamente acconsente a uno scellerato progetto di trasformare l’Ospedale di Albenga in una clinica privata con governo pubblico. Come Sindaco di Albenga, ma soprattutto come ex dipendente ASL, conosco bene quali sono i reparti – e sottolineo reparti – ospedalieri costruiti all’interno del presidio di Albenga, quali sono stati i reparti ospedalieri attivati dopo l’inaugurazione del 2008, quali sono stati soppressi con il progetto 2010-2011 e quali sono tuttora esistenti”.
“Tengo però a precisare – prosegue Guarnieri – che vi è una notevole diversità operativa tra il reparto ospedaliero e il servizio di riabilitazione: quando si parla dell’attuale servizio di riabilitazione, i cittadini lo devono configurare nel trasferimento del servizio che, prima dell’inaugurazione dell’Ospedale, si trovava in Lungocenta Croce Bianca e in parte presso la struttura di Alassio, oggi concentrato interamente presso la struttura ospedaliera di Albenga. A questo servizio non sono mai stati assegnati posti letto. La convenzione con la clinica San Michele, oggetto, come già detto, di un lungo lavoro al tavolo prefettizio, prevede 46 posti letto per riabilitazione post-intervento ortopedico per i residenti nella Regione. Confondere i due moduli è forse lecito da parte del segretario PD Andreis, in quanto titolare di un’azienda floricola, ma non è ammissibile dal dottor Quaini o da quei consiglieri regionali del PD che lavorano per far diventare l’Ospedale di Albenga una clinica privata”.
“Non è quindi l’Amministrazione Guarnieri a credere che i cittadini siano sciocchi. È il Partito Democratico, che sta cercando di somministrare falsità travestite da opportunità. Siamo pronti ad accettare un servizio di riabilitazione interamente pubblico al posto dell’RSA; il trasferimento dell’RSA al Trincheri e il mantenimento delle attuali divisioni ospedaliere; il mantenimento del reparto di Chirurgia organizzata dal titolare di struttura semplice dipartimentale Galleano, con un unico primario tra Santa Corona e Albenga, in un unico presidio ospedaliero dislocato su due sedi; il mantenimento di tutta la protesica, pubblica e privata, ad Albenga; il mantenimento dei posti letto di Otorino e Oculistica, atteso che comunque le spese dei primariati non varierebbero e il risparmio dall’eliminazione di tre posti letto, 2 di otorino, 1 di oculistica, non sarebbe rilevante ai fini del risparmio dei costi gestionali, considerando inoltre che agli stessi viene chiesta comunque attività in Day Surgery e One Day Surgery: come è possibile fare One Day Surgery senza un posto letto a disposizione?”
“Se il desiderio del PD di un reparto che, a loro dire, sarebbe di arricchimento, permettesse il mantenimento di tutto quanto già oggi esistente, compreso il Pronto Soccorso h 24, come Pronto Soccorso e non come punto di prima intervento, allora se ne potrebbe anche discutere. Altrimenti, la nostra posizione non cambia di una virgola” conclude Rosy Guarnieri.