
Murialdo. L’antico oratorio dei disciplinanti di Murialdo, dedicato a sant’Agostino ed esistente già nel 1570 (epoca della prima visita pastorale di monsignor Marino, vescovo di Alba) è una delle opere più pregevoli e ricche di suggestione dell’intero panorama valbormidese: le sue pareti conservano, celati sotto lo scialbo, affreschi di notevole qualità, che affiorano in qualche punto grazie alla pessima qualità del leggero velo di calce che li nasconde e li protegge. Ma questo edificio sta pagando il prezzo della sua veneranda età: il tetto ha subìto lesioni serie dalle ultime nevicate e solo l’opera paziente ed attenta di alcuni volenterosi murialdesi ha evitato danni maggiori. L’umidità che sale dal terreno ha fatto poi il resto, ed oggi l’edificio versa in condizioni precarie.
Consapevole di questa situazione, l’amministrazione comunale di Murialdo ha cercato di porre rimedio alla situazione coinvolgendo le associazioni che – sul territorio – operano nel campo dei beni culturali con una notevole esperienza in materia; a questo modo hanno risposto all’appello sia l’Istituto Internazionale di Studi Liguri – Sezione Valbormida, sia la Società Savonese di Storia Patria, che a loro volta hanno chiesto il sostegno delle Soprintendenze regionali preposte alla salvaguardia e tutela di questi beni.
Il primo passo è stato quello di mettere al sicuro le opere deperibili, come la pregevole statua del Santo, aggredita dall’umidità, ed il quadro sull’altare dell’oratorio, poi si sono cercate le soluzioni per un recupero dell’edificio.
Si è avviata così un’azione congiunta tra questi organismi, che ha prodotto – dopo numerosi sopralluoghi ed incontri – una possibilità di intervento per il recupero del monumento; l’ipotesi progettuale di un restauro sarà discussa e presentata al pubblico sabato 29 alle ore 16 nel Palazzetto dello Sport di Murialdo, con una “Tavola rotonda” a cui prenderanno parte il dottor Alfonso Sista, funzionario responsabile della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici, che illustrerà il valore artistico dell’oratorio, il dottor Furio Ciciliot, vicepresidente della Società Savonese di Storia Patria, che traccerà le linee metodologiche di un recupero, e l’architetto Claudia Maritano, restauratrice, che ha già curato molti restauri in Valbormida.
Il dibattito sarà moderato da Carmelo Prestipino, presidente dell’ Istituto Internazionale di Studi Liguri, sez. Val Bormida, che sull’oratorio di sant’Agostino ha già compiuto numerosi studi storici. L’incontro pubblico vuole essere un avvio di un’operazione ambiziosa ed importante, che dovrebbe restituire alla comunità murialdese ed all’intera vallata un’opera che non è solo testimonianza della fede di questa popolazione, ma è anche un patrimonio artistico di grande valore.
I promotori si attendono quindi che sia la popolazione murialdese – coinvolta nel progetto di recupero – a prendere in mano la situazione ed a dare la spinta necessaria a garantire questo recupero; e non è impresa impossibile, benché ardua: ne sono esempio i Comitati formati da cittadini a Millesimo ed a Cengio, che hanno dimostrato di saper proteggere e salvaguardare due monumenti insigni come la chiesa di Santa Maria extra muros a Millesimo e quella della ex parrocchiale di Santa Maria a Cengio Alto.
La funzione degli organismi promotori dell’evento, che rientra – per la sua importanza – nel quadro delle Giornate Europee del Patrimonio, sarà quella di supporto ed aiuto a questo progetto, tanto più prezioso quanto più sarà in grado di spingere e sostenere la causa del restauro in sedi regionali e presso il Ministero competente.
“Le popolazioni del passato hanno saputo costruire ed abbellire – nei secoli – questa loro “dimora comune”, in momenti in cui era arduo pensare di destinare le loro magre risorse a questo oratorio; di sicuro i loro discendenti sapranno esserne degni, conservandone non solo la memoria, ma anche l’opera concreta” dice Prestipino.