
Loano. C’erano anche due fedi nuziali tra gli oggetti rubati in una ventina di furti in abitazione messi a segno tra le province di Savona e Imperia da Gjok Kaci, 22 enne albanese residente a Loano (in via Bellini) e con regolare permesso di soggiorno, e dal suo complice, Agim Sinanaj, connazionale 28enne. Due oggetti dal valore inestimabile che, grazie all’intervento dei carabinieri, sono tornate alle legittime proprietarie, senza che i malviventi avessero la possibilità di rivenderle per trarne un immeritato guadagno.
Era un “duo” ormai collaudato quello formato dai due albanesi arrestati dagli uomini del Nucleo Operativo dei carabinieri di Albenga che hanno portato a termine l’operazione denominata “Beverly” e coordinata dal sostituto procuratore Ferro. Una banda di topi d’appartamento, capitanata da Kaci, che, perfettamente inserito nel tessuto sociale italiano e con tanto di documenti in regola, si muoveva con disinvoltura sul territorio programmando colpi da portare a termine insieme al suo complice. Due ladri giovani ma esperti e scrupolosi, che agivano sempre di notte e dopo aver programmato con cura il da farsi.
E’ stato comunque Kaci ad attirare l’attenzione di un carabiniere di Loano che ha messo in guardia i propri colleghi che, da quel momento e per due settimane circa, sono praticamente diventati l’ombra del ladro. L’operazione è scattata quando quest’ultimo ha tentato di portare fuori dall’Italia una grossa valigia.
A quel punto, gli uomini guidati dal tenente Michele Morelli hanno atteso che Kaci agisse e, una volta allontanatosi, hanno sequestrato il contenuto della borsa restituendo ai legittimi proprietari gioielli (tra cui, appunto, le fedi), telefonini, computer e macchine fotografiche.
A quel punto è scattata la trappola: nella notte di sabato, militari in borghese si sono “confusi” nell’ambiente della movida loanese attendendo i due al rientro a casa dopo una nottata di “lavoro”. Verso le 4 una Ford Fiesta (poi risultata rubata a Imperia), ha parcheggiato in via Bellini, nei pressi dell’abitazione di Kaci. Dal veicolo è sceso così Sinanaj, subito bloccato dai carabinieri e trovato con 1200 euro in tasca, probabile guadagno della notte. Nel farttempo, l’irruzione in casa dove si troivava Kaci e dove è stata recuperata una notevole quantità di refurtiva composta da telefoni cellulari, tre computer, due telecamere, due macchine fotografiche, un televisore, alcuni monili e una bici da corsa professionale.
“L’operazione prende il nome da una moto rubata che i due soggetti usavano per gli spostamenti: un Beverly appunto – dice il tenente Morelli, comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Albenga – La banda era riuscita a mettere insieme una refurtiva che si aggirava attorno ai 50 mila euro”.
La coppia di ladri è stata interrogata questa mattina dal gip Emilio Fois per la convalida dell’arresto. Dopo averli ascoltati il giudice si è però riservato di decidere sulla misura di custodia cautelare e, per ora, i due restano in carcere.