
Finale L. La Finale che verrà sul frontemare lasciato libero dallo stabilimento Piaggio è un grattacapo per amministratori e imprenditori: i primi, impegnati a tracciare un disegno il più possibile funzionale e vantaggioso per la città, e i secondi spazientiti dall’attesa di cogliere i frutti di un’operazione capace di dare il proprio contributo per rimettere in moto l’economia del territorio.
Una rassicurazione arriva comunque dal sindaco di Finale Ligure, Flaminio Richeri, alle prese con un progetto che ha incontrato molti ostacoli, ma che – ne è convinto il primo cittadino – entro la fine del mese compirà i passi decisivi. Questo per portarsi, se non in pari, almeno sulla scia dell’avanzamento dei lavori a Villanova d’Albenga, dove sorgerà la nuova Piaggio.
“Qui è stato fatto un grande lavoro, certo, ma la differenza è che noi non dobbiamo costruire un capannone bensì ideare una nuova città da duemila persone, quindi le problematiche sono differenti – sottolinea Richeri – Ritengo che il tempo non sia trascorso invano. Abbiamo trovato un accordo di massima su volumetrie, destinazioni d’uso, per quanto concerne la viabilità siamo vicini a quello che il Comune richiede, e, con la Regione, si sono trovati i finanziamenti per le opere pubbliche che non sono sostenute dal soggetto attuatore. Restano alcune problematiche sulle definizioni di spazio pubblico, però sono fiducioso che entro la fine del mese si compiano passi avanti definitivi”.
E questo per scongiurare un dietrofront dell’azienda che, davanti a continui ritardi, potrebbe decidere di andare ad investire altrove. “La paura c’è: anzi, è uno dei pensieri fissi quando mi sveglio al mattino – dice ancora il sindaco finalese – però noi abbiamo anche a cuore il futuro di Finale per cui le scelte vanno ben ponderate perché andranno a incidere sui prossimi cento anni. Insomma, siamo tra l’incudine e il martello: da una parte sentiamo la pressione dall’azienda e dall’altra dobbiamo rispondere al mandato che i finalesi ci hanno affidato per rendere Finale più vivibile e bella”.
Il 14 settembre, uno dei comitati nati per coinvolgere la cittadinanza nel procesxso decisionale sul futuro delle aree finalesi, darà vita ad una riunione pubblica cui parteciperà anche il primo cittadino: “Mi auguri che questi comitati non nascano ‘contro’ ma svolgano un ruolo di supporto anche critico all’amministrazione”.