
Finale L. Non accenna a fermarsi la dura crisi del settore metalmeccanico in provincia di Savona: dall’inizio del 2012 si sono persi più di 500 posti di lavoro, più di 20 imprese hanno cessato l’attività, un gran numero di lavoratori convive ormai da anni con la cassa integrazione e circa il 70% degli occupati nel settore oggi sono alle prese con crisi aziendali.
Nella giornata odierna, dopo una lunga agonia durata diversi mesi, ha cessato l’attività un’altra azienda metalmeccanica storica in provincia di Savona. Si tratta della LCL di Finale Ligure, azienda nata nel 1970 che per anni ha perseguito un programma di aggiornamento tecnologico con una continua evoluzione del parco macchine, costituito da cesoie sino a 6 metri, piegatrici a controllo numerico e grafico sino a metri 7, punzonatrice, scantonatrici, calandre, linea di spianatura, pressa eccentrica, con lo scopo di raggiungere l’eccellenza operativa per la deformazione della lamiera, potenziando addirittura pochi anni fa l’apparato produttivo con l’acquisizione di una macchina da taglio laser unica in Liguria e all’avanguardia a livello europeo.
Con la chiusura della LCL oltre a perdere ulteriori 15 posti di lavoro in Provincia, il territorio oggi dice addio a l’unica impresa che si occupava di lavorazioni metalliche con professionalità, conoscenze ed esperienze trentennali. Nella giornata odierna la FIOM di Savona ha raggiunto un accordo con l’impresa per tutelare i lavoratori almeno dal punto di vista del reddito, sottoscrivendo un accordo di mobilità in deroga che garantirà ai 14 lavoratori un sostegno al reddito per i prossimi 12 mesi.
“E’ necessario che ci si interroghi e si decida una volta per tutte, istituzioni, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali su quali settori puntare e su che tipo di industria debba essere presente sul nostro territorio – dice Andrea Pasa della Fiom Cgil – Troppe volte, in questi anni di crisi e di tragedia occupazionale che vede più di 30 mila persone nella sola provincia di Savona in cerca di occupazione, si sono messe in contrapposizione le questioni del lavoro con le questioni dell’ambiente”.
“E’ necessario che le operazioni di sviluppo (Piaggio Aero, Tirreno Power, Maersk, Polo della Meccanica) che sono da troppo tempo in discussione trovino al più presto una positiva definizione al fine di salvaguardare l’esistente e soprattutto per poter dare una speranza a migliaia di lavoratori che negli ultimi anni hanno perso il proprio posto di lavoro e ai tanti giovani che il lavoro lo devono ancora cercare” conclude Pasa.