
Finale Ligure. Hanno voluto risarcire il danno versando trecento euro su un conto corrente a favore dei terremotati dell’Emilia Romagna e il giudice, tenendo conto anche di questo gesto, ha concesso la sospensione condizionale della pena. Protagoniste di questa vicenda sono madre e figlia, nomadi residenti nel Bresciano, che nei primi giorni di agosto, erano finite in manette dopo un tentativo di furto nel negozio di abbigliamento “Papillon” di via Pertica a Finale Ligure.
Ieri mattina, le due donne, Angelica Huyer, 43 anni, e Sharon Veiss, di 21, hanno patteggiato quattro mesi di reclusione, ma l’elemento curioso è che il loro legale è arrivato in aula con la ricevuta del versamento effettuato a favore dei terremotati emiliani. Madre e figlia infatti hanno voluto risarcire il loro danno donando un contributo alle persone colpite dal sisma e il giudice le ha “premiate” concedendogli la sospensione condizionale della pena.
Erano stati i carabinieri ad arrestarle all’uscita del negozio di abbigliamento dopo che si erano impossessate di 250 euro all’interno dell’esercizio, cercando di approfittare della distrazione della commessa. Quest’ultima, però, si era accorta del gesto e aveva avvisato i militari.