
Alassio. “Non è stata data pubblicità a questo incontro; a questo avrebbe dovuto provvedere il Sindaco di Alassio Roberto Avogadro. Avrebbe dovuto partecipare soprattutto una rappresentanza di autisti e dipendenti della Tpl, ma causa il ritardo di Vesco hanno dovuto andare a lavorare, per rispettare i turni” dichiara Marco Melgrati sull’incontro di questa mattina in Comune con al centro il servizio di trasporto pubblico locale.
“Incredibile poi che non sia stato invitato l’assessore provinciale ai trasporti Santiago Vacca, che come me è estremamente critico sulla legge che prevede una unica società per i trasporti regionali, e che comunque è titolare della delega per l’azienda Tpl, e quindi unico interlocutore con l’azienda”.
“L’assessore Vesco ci ha potuto solamente informare che la Tpl dovrà fare i conti con una riduzione del contributo regionale di 1.400.000 euro, ovviamente attribuito dall’assessore a Berlusconi, anche se il taglio è stato operato dal governo Monti” – continua Melgrati – “peccato che i tagli delle corse alassine verso Solva, Moglio e Fenarina sono da attribuire alla mancata partecipazione dell’amministrazione Avogadro al nuovo riparto delle spese, che avrebbe in qualche maniera mitigato la carenza del contributo regionale; infatti Alassio è uno fra i pochi comuni ( meno di 8 su ben 69 Comuni, e unico comune “importante”), che non ha versato il contributo richiesto dalla Tpl di 56.000 euro, e che quindi ha perso le corse, soprattutto quelle serali verso le frazioni”.
“Proteste anche di alcuni utenti che hanno voluto attendere (molti altri se ne sono andati), e che avevano tempo addietro consegnato una petizione di 250 firme ad Avogadro, rimasta lettera morta. Emersi alcuni problemi, oltre alla eliminazione delle corse Alassine, quali il degrado degli autobus, la disparità di trattamento tariffario: da Savona a Vado la corsa costa euro 2,30 mentre ad Albenga una corsa “cittadina”, per esempio dal centro all’ospedale, costa euro 3,60; la mancanza assoluta di controllori sui mezzi, a fronte di controlli invece asfissianti per i dipendenti, il che comporta il fenomeno dei “portoghesi”, specialmente tra i cittadini stranieri extracomunitari, diffuso in maniera esponenziale, con un mancato introito per le casse dell’azienda”.
“Rinviato ad altra data il viaggio al mattino verso Genova con Vesco per incontrare, sul treno, i pendolari e conoscere i problemi da questi lamentati (ritardi, sporcizia sui treni, ecc…). L’assessore Vesco ha ribadito che verrà per il mio invito a cena della sera precedente al viaggio in treno…d’altronde Vesco oggi è arrivato in ritardo perché ha fatto l’ennesima passerella alla Bombardier a Savona per ribadire ai lavoratori che si è persa la commessa Epolis, che era importante per la sopravvivenza dell’azienda. I lavoratori lo sapevano già, è inutile continuare ad affondare il dito nella piaga! Forse Vesco ha scoperto a Vado Ligure un ristorante di suo gradimento?” conclude Melgrati.