
Alassio. Il mini rimpasto di giunta varato dal sindaco Roberto Avogadro scatena la polemica politica ad Alassio. Dopo le dure esternazioni dei consiglieri di minoranza Marco Melgrati e Fabio Lucchini, che avevano attaccato la consigliera delegata Patrizia Boscione per lo spostamento del mercato in corso Europa, operazione giudicata dai due esponenti dell’opposizione invisa a tutta la città (e non solo), è di questa mattina la presa di posizione del sindaco Avogadro, che dopo gli attacchi subiti annuncia querele.
“La mia vittoria elettorale è andata a scompaginare un sistema di potere assestato e affaristico trasversale che non si rassegna ad essere estromesso e gioca tutte le sue carte, legittime e no, per spazzare via questa amministrazione per loro scomoda e cercare di riportare la situazione a quella che era prima delle elezioni della primavera 2011. E’ evidente che da fastidio a quelli che erano abituati ad avere una corsia preferenziale in Commissione edilizia dover fare le normali trafile e magari vedersi il progetto respinto, o a chi era abituato ad andare dal progettista di fiducia che casualmente era anche amministratore per vedersi miracolosamente approvare l’inapprovabile” dice Avogadro.
“Tutti meccanismi che adesso, con questa amministrazione si sono inceppati, a cominciare dallo scandalo che un consigliere-progettista avrebbe voluto perpetrare a Madonna delle Grazie e in altre parti della collina. La gallina dalle uova d’oro ha smesso di produrre per lui e per tutta la sua corte che vanta adepti numerosi e trasversali, anche al di fuori di quelle che sono le aeree politiche di riferimento, ma sappiamo benissimo che il partito degli affari è sempre quello più potente. Ed ecco fiorire gli attacchi, da destra e da sinistra, che hanno messo in moto la ormai celeberrima e usatissima macchina del fango…”.
“Tra l’altro ci accusano di essere “incompetenti”, può essere, ma vale più la nostra incompetenza messa sinceramente al servizio della città in un momento di grave crisi finanzia e morale che la loro presunta “bravura” messa al servizio, come il recente passato dimostra, non del bene di Alassio ma di una ben definita cricca. Agli Alassini chiediamo di aprire gli occhi e di saper riconoscere chi vuole veramente il bene della città e chi invece fomenta solo divisioni strumentali” conclude Avogadro.