
Varazze. “La proposta di un gassificatore come soluzione per trattare i rifiuti era già stata paventata dalla stessa amministrazione di Varazze alcuni mesi fa e il Circolo del Levante Savonese di Sel si era già pronunciato su quanto questa risposta fosse inadeguata e dannosa; il nostro giudizio quindi non cambia”. Così Paola Busso, coordinatrice del circolo.
“Per far funzionare un gassifcatore che, per quanto moderno, immette comunque in atmosfera residui dannosi, non basta il residuo non indifferenziato di una buona e spinta raccolta differenziata; non avrebbe abbastanza potere calorifico. Quindi se si parla di gassificatore non si può parlare di raccolta differenziata, di riuso e di riciclo. E’ però evidente dalle esperienze più all’avanguardia, sia italiane che europee, che la strada per un corretto trattamento dei rifiuti, rispettoso della salute dei cittadini e dell’ambiente, è proprio una capillare rete di raccolta differenziata”.
“La caduta di guadagno proveniente dai minori conferimenti nella discarica della Ramognina, dovrebbe essere il segnale di una direzione positiva verso cui si muovono i Comuni che conferiscono lì i loro rifiuti indifferenziati che evidentemente si sono ridotti” aggiunge l’esponente di Sel.
“Per leggere positivamente questo dato l’amministrazione e l’assessore competente dovrebbero avere un progetto su cosa significa organizzare un serio piano dei rifiuti in un’ottica di raccolta differenziata. Gli interventi estemporanei che ogni tanto appaiono sui giornali non possono essere considerate proposte serie”.
“Per quanto riguarda il 30% di differenziata a Varazze sono molti i dubbi vista la situazione dei punti di raccolta, la mancanza di indicazione sul conferimento e la pulizia generale della città” conclude la Busso.