
Albenga. “Sì, sarebbe morto tragicamente dissanguato il giovane diciottenne turista di un campeggio di Albenga, ferito, mercoledì notte, dopo l’una, ad un braccio per una banalissima caduta in campeggio, con l’arteria radiale recisa, se non fosse stato soccorso prontamente da militi scrupolosi delle croce rossa di Vadino e portato al Pronto Soccorso di Albenga”. Così Eraldo Ciangherotti, assessore ai Servizi Sociali di Albenga racconta la storia dell’arrivo in Pronto Soccorso di un giovane diciottenne già in shock ipovolemico che si è salvato grazie al Pronto Soccorso ingauno non ancora declassato a Punto di Primo Soccorso come previsto invece dalla Regione.
Prosegue l’assessore Ciangherotti: “Con i tagli messi in cantiere nei prossimi giorni dalla sanità ligure del governatore Burlando e dell’assessore Claudio Montaldo, per mano del Direttore sanitario Flavio Neirotti, senza il Pronto Soccorso di Albenga si muore. La gente sa bene adesso che la bravura degli operatori delle pubbliche assistenze e la rapidità dei mezzi di soccorso non bastano per salvare la vita delle persone sui lunghi tragitti. L’attesa per arrivare al Pronto Soccorso di Pietra Ligure sarebbe stata fatale e avrebbe certificato la morte di un giovane, in preda ad un’emorragia da lesione profonda e trasportato in Pronto Soccorso ad Albenga già in shock ipovolemico per la notevole perdita di sangue”.
“Non aspettino il morto i Signori della Regione Liguria, accolgano il nostro disperato appello a non declassare il Pronto Soccorso in un ambulatorio aperto solo di giorno, amministrino la cosa pubblica con la scrupolosa coscienza di un padre di famiglia perché sono ancora in tempo per scegliere di non colpire una struttura baricentrica per salvare la vita dei cittadini” conclude Ciangherotti.