
Cairo M. C’è l’ex autista di autobus che sa bene come sia difficile la circolazione sul Cadibona quando arriva la stagione invernale, e che teme che un viaggio d’emergenza da Cairo Montenotte al San Paolo di Savona possa essere fatale per chi si trovasse nelle condizioni di dover ricorrere a cure mediche. E poi c’è chi si prepara con spirito battagliero alla manifestazione pro-ospedale San Giuseppe del prossimo 22 settembre e chi, invece, parteciperà, certo, ma senza farsi troppe illusioni.
I più parlano solo a microfoni spenti, ma i mugugni, qui, davanti al nosocomio cairese in odore di ridimensionamento a causa dei tagli annunciati dalla Regione, risuonano in tutta la valle. Quella Val Bormida che si sente presa in considerazione solo nei periodi pre-elettorali e che, per il resto del tempo, ha la sensazione di essere invisibile e trascurata.
“Tutto ciò che comporta una riduzione dei servizi sul territorio non può che preoccuparci – dice un cittadino residente a Dego – Un tragitto più lungo per un malato in condizioni gravi potrebbe essere fatale, ed è un’eventualità che non possiamo accettare”.
“Questo ospedale ce lo siamo sudati, ce lo meritiamo e lo difenderemo a tutti i costi” aggiunge una cairese combattiva. L’occasione sarà quella prevista il prossimo 22 settembre con un corteo del tutto simile a quello che, ad Albenga, ha portato migliaia di cittadini in piazza in difesa del Santa Maria di Misericordia.
Ecco, in concreto, quali saranno i tagli per l’ospedale di Cairo: pronto soccorso trasformato in presidio di primo intervento, riduzione dei posti letto che passano da 64 a 52, la medicina interna verrà trasformata in “assistenza lungo degenziale” per post acuti, con un totale di 24 posti letto a disposizione; resterà invece inalterata la chirurgia con il day surgery, la dialisi e la riabilitazione. Un futuro che non sta bene nemmeno al sindaco di Cairo, Fulvio Briano, che, giorni fa, ha inviato una lettera al prefetto affinché apra un tavolo di lavoro per allontanare l’incubo dei tagli annunciato dall’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo.
Intanto la Confederazione Cobas Savona ha fatto il pieno di presenze con un incontro organizzato lunedì sera per protestare contro la soppressione del pronto soccorso della val Bormida e annuncia l’intenzione di riunire un convegno sui tagli e gli sprechi della sanità pochi giorni prima della manifestazione (si parla del 15 settembre).
“Tra i tanti interventi che abbiamo ascoltato l’altra sera va segnalato quello dei militi della Croce Bianca cairese: dal primo settembre, hanno sottolineato, molte persone in difficoltà potrebbero essere portate a Savona anzichè a Cairo. Con quali conseguenze? A Cairo resterà solo un centro di Primo Intervento, senza possibilità di interventi d’urgenza veri e propri. I tagli si annunciano spaventosi, soprattutto per Cairo e Albenga, ma non solo. Cosa potrà succedere?” riferiscono in una nota i rappresentanti Cobas Savona. E sono le stesse domande che si pongono i cittadini della valle.