
Finale L. “Non è ancora chiaro a chi farà carico la costruzione del nuovo polo scolastico e se la riduzione delle altezze sarà di circa 50 cm. (le prime indiscrezioni parlano di una riduzione da 24 metri s.l.m. a 23,50) non si capisce dove siano gli elementi di soddisfazione per il sindaco Richeri”. Questo il commento del portavoce dei Verdi finalesi Gabriello Castellazzi sulla conferenza dei servizi convocata dalla Regione Liguria sul progetto di trasformazione della aree Piaggio.
“Si ribadisce, a questo punto, la validità del “rendering” realizzato con l’aiuto di tecnici qualificati nel quale si dimostra l’insostenibilità dell’impatto ambientale per chi guarda da Finalborgo verso il mare, e ci si aspetta che altri tecnici dimostrino una realtà progettuale diversa dallo stesso punto di osservazione”.
“Circa le caratteristiche dei nuovi edifici vista mare – i quali comprenderebbero “un unico complesso squadrettato” – permangono tutte le perplessità già ampiamente evidenziate dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria. La Soprintendenza, nel bocciare il progetto presentato nei mesi scorsi, lo definiva “con una identità totalmente autonoma rispetto al tessuto urbano storico di Finale Ligure”.
Si dovrebbe avviare, quindi, un progetto veramente in sintonia con il resto della città – tenuto conto, come ha più volte affermato la Soprintendenza stessa – che l’area Piaggio “è compresa tra elementi naturali estremamente significativi per la definizione dell’identità di Finale Ligure – quali il mare, il torrente Pora, la falesia di Caprazoppa e le viste panoramiche che si godono da punti emergenti e significativi di grande fruizione pubblica quali Castel Gavone, le pendici di S. Bernardino – e il suo carattere deriva dall’unione inscindibile di questo paesaggio naturale con il paesaggio costruito, frutto dell’azione dell’uomo” aggiunge l’esponente dei Verdi finalesi.
“Il fatto che non si parli minimamente di una riduzione dell’enorme quantità di volumi ci obbliga a ribadire l’assoluta sproporzione tra l’edilizia residenziale generale e la quantità abnorme di seconde case. La stessa Soprintendenza più volte rileva come “la progettazione di una parte di città nell’area Piaggio necessiti di un disegno che induca un uso appropriato e continuativo e che non accentui una marginalità inevitabilmente legata ad un uso di residenze temporanee o una privatizzazione di spazi della città assimilabile ad un modello di “resort” a scapito di una forma urbana integrata e armonioso”.
“Si auspica il rispetto puntuale delle valutazioni della Soprintendenza, specialmente là dove afferma che “per dimensioni, pregio del contesto naturale e rapporto con l’edificato, il nuovo insediamento può costituire un significativo modello di espansione urbana in ambito ligure, ma solo a patto di farsi carico di tutte le questioni relative agli elementi citati”, ovvero: impatto paesaggistico, volumi eccessivi di seconde case, collegamenti con il contesto urbano adiacente” conclude Castellazzi.