
Varazze. Serpeggia la preoccupazione tra i lavoratori dell’ex cantiere navale Baglietto di Varazze: non è ancora stato siglato, infatti, l’accordo sindacale per il passaggio delle maestranze dall’azienda del gabbiano dalle ali spiegate alla subentrante Azimut-Benetti. Per questo, dopo due incontri di discussione, le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro a Paolo Vitelli.
In particolare, i lavoratori chiedono che nella fase di ristrutturazione si prosegua l’attività produttiva di refitting, utilizzando gli spazi non interessati dagli interventi edilizi, cioè il piazzale e la darsena, mantenendo aperto il cantiere e in attività parte del personale, come del resto sta avvenendo nonostante lo stato di crisi che perdura da due anni.
Alberto Lazzari, segretario provinciale Fiom-Cgil, commenta: “Siamo di fronte ad un nodo importante, che deve essere affrontato concretamente dall’imprenditore, in modo da sfruttare le opportunità di lavoro che il cantiere può cogliere anche nella prossima fase di ristrutturazione. Sarebbe un grave errore, nonché una scelta per noi nuova, incomprensibile ed inaccettabile, se si decidesse di chiudere il cantiere e riaprirlo dopo la ristrutturazione”.
“Un grave errore – precisa – perché si perderebbe un avviamento commerciale e un nucleo importante di professionalità. Mi riferisco ai lavoratori diretti e dell’indotto che anche in questi due anni di crisi hanno permesso di continuare l’attività, raggiungendo un fatturato superiore ai 600 mila euro e contemporaneamente hanno dimostrato di volere fortemente la soluzione Azimut, proprio perché era quella che dava la più ampia garanzia si solidità imprenditoriale e di diversificazione produttiva”.
“Ci aspettiamo che Azimut porti una solida impostazione imprenditoriale che permetta di aprire una nuova fase della vita del cantiere, che inizió nel 1854, in modo da non cadere nelle crisi cicliche che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni – conclude Lazzari – Crediamo anche che ciò sia complementare con il valore aggiunto che i lavoratori e il Cantiere di Varazze hanno dimostrato di rappresentare”.