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Lettere

Ospedale Santa Maria di Misericordia: la posizione di Albenga E’

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Ospedale Santa Maria di Misericordia: la posizione di Albenga E’
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Sono passati diversi giorni da quando più di 10.000 cittadini del Comprensorio Ingauno insieme a tutti gli Amministratori presenti in maniera bipartisan e a tutte le Associazioni hanno manifestato pacificamente per impedire all’Amministrazione Regionale di portare a compimento lo scempio dell’Ospedale Santa Maria di Misericordia. E sono passati diversi giorni da quando suggerivamo – come AlbengaE’ – ai Direttori Generali e ai vari Assessori regionali di cominciare a dare un senso alle loro competenze e ai loro ridondanti compensi affrontando con coraggio e determinazione una VERA riorganizzazione delle ASL Liguri, un VERO taglio degli sprechi, una VERA rivisitazione dei contratti di appalto e fornitura servizi e materiali oltrechè dei contratti di consulenza.

Ad oggi l’Amministrazione regionale non ha dato il minimo cenno ai 62.000 residenti del comprensorio e alle sue Amministrazioni quanto meno di averne compreso il disagio e di essere disposta ad intraprendere un tavolo di confronto. Il Presidente Burlando, sempre evidentemente oberato di impegni in giro per la Liguria, non ha ritenuto e non ritiene suo dovere farsi partecipe di un incontro ad Albenga con la cittadinanza e le Amministrazioni del Comprensorio. Un Comprensorio che rappresenta – se il Presidente lo avesse dimenticato – una realtà importante dell’economia, della popolazione e della politica regionale.

Nessuno di noi ignora le difficoltà economiche che attraversano l’Italia, la Liguria e il settore sanitario in particolare. Difficoltà sia ben chiaro causate in massima parte da pessimi amministratori e da una pessima gestione pluridecennale delle risorse pubbliche. Ma se un bambino ha le unghie sporche non gli si taglia la mano per fare prima a pulirle.

Noi non chiediamo alla Giunta Regionale e al Direttore Neirotti di inventarsi chissà quali formule per razionalizzare la sanità ligure. Chiediamo semplicemente di dare sfoggio di buon senso e cominciare ad affrontare il problema deficit e tagli a partire dagli sprechi e da una corretta programmazione. Tagli che non devono più partire dai posti letto (già ampiamente ridotti negli anni in una regione territorialmente disagiata) o dal rimandare alle calende greche esami ed interventi (col solo risultato di costringere i cittadini ad emigrare nel privato o in altre regioni – cui prodest?). Per questi tagli, come abbiamo già scritto precedentemente, basta un modesto impiegato contabile.

Ci permettiamo di suggerire che se la revisione della spesa fissa il parametro dei 3 posti letto ogni 1000 abitanti per i malati acuti (+0,7 per lungodegenti) non ha senso dire che in provincia di Savona dobbiamo tagliare 130 posti letto ma ha senso sul piano della logica e dell’uniformità di trattamento nonchè e non per ultimo per il rispetto della equanime distribuzione dell’offerta sanitaria sul territorio, procedere ad una redistribuzione operando una doverosa verifica dei parametri in maniera puntuale sui 4 bacini demografici dei quattro ospedali di Savona, Pietra Ligure, Albenga e Cairo Montenotte, per verificare dove i Posti Letto crescono e dove mancano.

In questo caso il bacino del Comprensorio Ingauno con 62.000 residenti avrebbe diritto a 186 posti letto contro gli attuali attivi pari a 140! Basterebbe dunque effettuare una verifica del rispetto del parametro anche per i bacini di Pietra, Savona e Cairo per verificare eventuali discordanze, con l’evidente accortezza di considerare che visto che la legge dice che i posti letto debbono essere tagliati con la soppressione di Strutture complesse, potrà succedere che Pietra Ligure pur essendo in esubero non possa sopprimere le Strutture Complesse in quanto ovviamente funzionali alla qualifica di DEA di 2^ livello e quindi il Santa Corona potrebbe cedere i posti letto relativi all’attività di elezione al Santa Maria con una modesta perdita visto che Santa Corona e Santa Maria sono un unico ospedale e dedicandosi con il consueto successo alla sua vocazione emergenziale da tutti riconosciuta e stimata anche proprio perchè, a differenza di Savona, DEA di II Livello.

Il problema sarebbe forse da gestire a Savona, verificando se ad oggi vi sia il rispetto del nuovo parametro dei 3 posti letto per 1000 abitanti e dove, eventualmente, si potrebbe sopprimere per accorpamento una delle due strutture complesse di medicina e trasformare la Struttura Complessa di Chirurgia della mano in Struttura Semplice Dipartimentale.

Di fatto gli Ospedali Riuniti del Ponente potrebbero vedere questa manovra di tagli come un giusto riconoscimento delle loro potenzialità sanitarie, umane e professionali peraltro ben congegnate, visto che l’ospedale di Albenga era stato dai suoi progettisti oculatamente dimensionato per 220 posti letto, anche alla luce di questo parametro bassissimo. Parametro che, occorre ricordare, è inspiegabile, visto che Francia e Germania attualmente sono oltre i 7 e gli 8 posti letto ogni 1000 abitanti…! In questo momento la Cittadinanza guarda al Presidente Burlando. Ne attende risposte – possibilmente meno arroganti e più “centrate” che non la boutade sulla distanza chilometrica tra Albenga e Pietra Ligure.

La Cittadinanza ritiene di aver dimostrato di aver ampiamente diritto a risposte e ad un incontro sereno ad Albenga. Se il Presidente Burlando crede di aver troppi impegni per venire nel Comprensorio Ingauno a parlare con 62.000 cittadini e con 24 Sindaci non mandi l’Assessore Montaldo o il Direttore Neirotti. Sarà il Comprensorio Ingauno a presentarsi a Genova.

Il direttivo di Albenga E’

Redazione
8 Agosto 2012 alle 12:03
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