
Casanova Lerrone. Saranno interrogati domani dal gip Fiorenza Giorgi i due coltivatori di canapa indiana arrestati a Casanova dai carabinieri della stazione di Villanova. Giampaolo Spinetti, 51 anni, originario di Sondrio, e Patrizia Barbero, 44, di Casanova, sono gli insoliti agricoltori che hanno allestito la maxi piantagione “di cannabis indica” nel paesino della Val Lerrone, con quasi mille piante.
L’uomo è stato rinchiuso nel carcere Sant’Agostino di Savona, mentre la donna è stata associata alla casa circondariale di Pontedecimo. Dovranno rispondere della coltivazione illecita di canapa ai fini di spaccio. Le cannabinacee erano dislocate su un terreno e in un giardino vicino all’abitazione della coppia e alla casa della madre di lei, ottantenne, che è stata deferita all’autorità giudiziaria. I militari dell’Arma prima di entrare in azione hanno esplorato dall’alto il terreno attraverso l’elicottero del 15° Nec.
Una storia che ricorda “L’erba di Grace”, il film su un’improvvisata giardiniera coltivatrice di marijuana, che però stupisce per il mastodontico quantitativo di canapa: oltre una tonnellata rinvenuta nelle fasce di Casanova, per un valore di mercato pari a 3 milioni di euro. Poco tempo prima i militari dell’Arma avevano scoperto, nella stessa zona, una coltivazione con 136 piante organizzata da un artigiano.
I due coltivatori, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avevano messo in pratica tutti gli accorgimenti per curare le piante: un importante impianto irriguo, concimi ed antiparassitari selezionati, collocazione degli arbusti in base alla semenza, una serra per le piantine più piccole. Il tutto con buone doti da vivaisti, ma poca esperienza da trafficanti.
“Abbiamo fatto una fesseria”, avrebbero detto i due agli investigatori. Ma nulla di più. Domani l’interrogatorio di convalida. Il sequestro è uno dei più grandi mai effettuati in Liguria per quello che riguarda le sostanze stupefacenti coltivate domesticamente. La cannabis della coppia Spinetti-Barbero era destinata al circuito di spaccio del comprensorio, anche perhé, pur essendo coltivata estensivamente, i due non erano infrastrutturati per organizzarne la vendita su vasta scala. Un po’ come nella pellicola “L’erba di Grace”.