
Regione. Clima teso anche a Genova, non solo a Taranto, per la manifestazione Ilva. Il governatore ligure Claudio Burlando è sceso in piazza De Ferrari ad incontrare i lavoratori dello stabilimento. Clima incandescente, nervi a fior di pelle tra i contestatori, e un lavoratore prorompe in una frase intimidatoria: “Ti vengo a sparare mentre dormite”.
“Dovete fare qualcosa altrimenti veniamo a mangiare a casa tua” ha urlato anche l’operaio. Il tutto davanti agli uomini della Digos genovese e nonostante il segretario della Fiom, Franco Grondona, avesse più volte cercato di allontanare il lavoratore che si presentava a torso nudo e visibilmente alterato.
“Ti faccio vedere io cosa succede, altro che ‘albanesi’… Devo dare da mangiare ai miei figli” ha detto l’operaio all’indirizzo di Burlando, il quale a sua volta ha cercato di sedare gli animi: “Faremo il possibile”.
Inizialmente l’incontro avrebbe dovuto svolgersi al quinto piano del palazzo della Regione, ma per far partecipare il maggior numero di lavoratori il faccia a faccia è stato spostato nello spazio incontri al piano terra del palazzo regionale.
“La vostra esasperazione è giustificata – ha detto Burlando – ma dobbiamo essere uniti per spiegare che all’Ilva di Genova siamo riusciti a tenere insieme il lavoro e i problemi ambientali”. Al termine i lavoratori in corteo si riavviati di nuovo alla fabbrica.
“Le liti tra magistrati, ministri e ambientalisti non ci interessano – ha detto il segretario della Fiom Grondona – Ci interessa solo che a pagare il prezzo non siano i lavoratori. Se questo avverrà la protesta salirà di livello”. Il presidente Burlando ha sottolineato che “non bisogna spegnere l’altoforno, altrimenti si spegne la siderurgia italiana”. “La magistratura – ha detto – deve obbligare l’azienda agli interventi necessari per migliorare l’altoforno, ma questo deve rimanere acceso”.