
Albenga. Il Pd ingauno non demorde sulla proposta di un potenziamento della “cittadella sanitaria” ponentina attraverso il trasferimento delle specialità del Santa Corona al Santa Maria di Misericordia. Un’idea che ingenerato la frattura con la segreteria provinciale e i consiglieri regionali del partito, che vedono invece per Albenga la “mission” del recupero fughe e interventi d’elezione, mentre per Pietra quella di rimanere Dea di secondo livello e Trauma Center.
“Ma – rilancia Alessandro Andreis, segretario del Partito Democratico di Albenga – l’idea scaturisce da precise riflessioni. In questi giorni si vede come vengano affidati pieni poteri al direttore dell’Asl, Neirotti. La preoccupazione è seria: davvero si fa qualcosa per la sinergia dei due ospedali? Da due anni si sta agendo perché i due presidi siano complementari? Oppure, invece, attraverso il declassamento del pronto soccorso e la riduzione dei posti letto ci ritroveremo con un ospedale che deve essere chiuso? E’ quello che non vogliamo”.
I democratici albenganesi, quindi, rimangono della stessa tesi: “Se si deve tagliare un ospedale, ha più senso trasferire le specialità del Santa Corona in una struttura nuova e disponibile come quella di Albenga che non il contrario”.
“Abbiamo invece voluto fare una provocazione, con dei fondamenti di verità – spiega Andreis – Vorremmo che la Regione chiarisse in modo definitivo quali sono i programmi per il Santa Maria di Misericordia e per il Santa Corona. La nostra non è una battaglia di campanile. E’ stata una proposta dettata dall’emergenza e, comunque, ha una sua logica: vogliamo salvaguardare la salute di tutto il territorio, da Finale ad Andora, quindi primari e personale devono essere messi in condizione di lavorare in un ambiente tecnologicamente avanzato ed efficiente”.
Spazio anche alla critica all’assessore regionale Claudio Montaldo: “La prospettiva di declassamento del pronto soccorso di Albenga è grave – specifica Andreis – In dodici mesi di discorso con l’assessorato regionale non abbiamo mai visto emergere un’alternativa. La concezione è ‘ospedalocentrica’, ma ci sono anche i servizi territoriali che possono dare risposte ai cittadini: non ne abbiamo visto la maturazione, né dalla Regione è arrivata, in questo senso, una proposta”.
“Ci vuole una visione strutturata della sanità, che non parli solo di ospedali – conclude il segretario del Pd ingauno – Noi siamo disponibili a dare una mano, ma ci sono le istituzioni che devono dare le risposte. Ci risulta che il sindaco Guarnieri sia il presidente del distretto socio-sanitario”.