
Alassio. L’Hotel Toscana di Alassio ha ricevuto un riconoscimento da Legambiente Turismo per la qualità della gestione. “Siamo uno dei sette alberghi premiati in tutta Italia e l’unico in tutta la Liguria – fa sapere Enrico Mantellassi – Una grande soddisfazione per me e tutti i miei collaboratori” (nella foto Mantellassi e gli studenti dell’Alberghiero davanti al “Toscana”).
Legambiente Turismo al termine dei controlli estivi 2012 ha selezionato 32 aziende fra hotel, campeggi, residenze turistico alberghiere, b.&.b., agriturismi, osterie, ristoranti e anche aziende turistiche non ricettive che risultano tra le migliori visitate dagli esperti di Legambiente. Si tratta di strutture turistiche segnalate “per aver onorato gli impegni obbligatori concordati ed in più introdotto innovazioni significative nell’uso razionale delle risorse naturali, nella tutela dell’ambiente, nell’impegno sociale e con interventi nel campo del risparmio e delle energie rinnovabili”.
“Anche nel 2012 – ha detto Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Turismo – nonostante i venti di crisi e qualche difficoltà, l’etichetta ecologica di Legambiente Turismo per Alberghi, Campeggi, Agriturismi, B&B, ecc. si conferma come la più importante iniziativa italiana per la qualificazione ambientale dell’ospitalità turistica. I controlli estivi hanno subito ritardi e difficoltà dovute al terremoto in Emilia che ha colpito anche alcune strutture ricettive aderenti. Il gruppo di esperti di Legambiente Turismo, nonostante alcuni di essi risiedano nell’area colpita da oltre 2000 scosse in due mesi, è riuscito a realizzare una verifica reale dell’impegno generale degli aderenti per il miglioramento concreto della qualità di una offerta che si inserisce autorevolmente nel movimento che punta sulla Green Economy come strumento importante per fronteggiare la crisi”.
In un quadro fortemente positivo non sono mancate alcune criticità che comportano il ritiro dell’etichetta per 9 strutture. Si tratta di casi in cui sono state evidenziate inadempienze gravi e ripetute rispetto agli impegni concordati all’interno dei rispettivi progetti locali o nei quali è stato rifiutato il controllo.