
Savona. 10.000 i cinghiali e ungulati censiti nel territorio savonese con una popolazione in continua crescita. 128 le squadre attivate per l’abbattimento ed il controllo del territorio, con animali che ormai, complice il continuo foraggiamento, arrivano sempre di più vicino ai centri abitati, o nei parchi urbani, come avvenuto di recente a Spotorno. “Si prevede l’abbattimento del 90%” dice l’assessore provinciale Paolo Ripamonti. “Gli interventi della polizia provinciale non sono da Far West, ma stabiliti da piano ben precisi e concertati” aggiunge l’assessore, in risposta alle polemiche dei giorni scorsi.
“Abbiamo approvato una modifica del regolamento alla caccia al cinghiale, con un ruolo importante per gli Ambiti territoriali di caccia, con compiti di dissuasione sulla presenza del cinghiale vicino alle case, con un protocollo di intesa ad hoc per il controllo del territorio e la tempestività di intervento”.
“Alla luce delle notizie diffuse nei giorni scorsi desidero puntualizzare che la Provincia è ben conscia delle problematiche legate agli ungulati in area urbana” aggiunge Ripamonti. In questo ultimo mese numerose sono state le riunioni e gli incontri, anche con la Prefettura, per trovare insieme le soluzioni possibili ed arginare, a breve termine, il problema dei cinghiali nelle aree cittadine. L’eccessiva presenza di questi ungulati è ritenuta responsabile non solo di seri danni alle produzioni agricole, ma anche di incidenti stradali e inconvenienti vari agli abitanti, basti pensare al parco urbano “La Magiarda” di Spotorno che è stato chiuso con una ordinanza del Comune per consentire lo svolgimento di interventi di igienizzazione da pulci, zecche ed altri parassiti portati dai cinghiali.
“Diverse sono state le operazioni della Polizia provinciale per il contenimento degli ungulati, azioni che sono state sempre concordate con l’Amministrazione e nel rispetto delle normative. Nei mesi di luglio e agosto sono stati abbattuti circa una decina di cinghiali e le numerose segnalazioni sono sempre state effettuate dai residenti che si sentivano in pericolo dalla presenza di questi animali molto vicino alle case. A questo proposito desidero sottolineare che l’abbattimento è sempre l’ultimo dei provvedimenti adottati, si arriva a questa contromisura quando pastori elettrici e dissuasori, risultano purtroppo inefficaci”.
“Si è constatato che la frequenza degli avvistamenti, in questi ultimi mesi, è molto spesso legata a cattive abitudini degli stessi abitanti ovvero, in modo particolare, alla pratica di dare da mangiare agli animali selvatici, comportamento scorretto a danno esclusivo degli stessi cinghiali”.
L’assessore Ripamonti ha poi anticipato i contenuti del prossimo calendario venatorio che verrà approvato da Palazzo Nervi, dopo qualche attrito con la Regione: “C’è poco da inventare con questo poco tempo a disposizione, ci sarà un ampliamento delle zone di caccia in gestione, soprattutto per la lepre. Le limitazioni saranno le tre giornate fisse per la stanziale, mercoledì, sabato e domenica e tre giornate a scelta per la migratoria, oltre alle due giornate aggiuntive dal 1 primo ottobre al 30 novembre come stabilite dalla Regione”.