
Alassio. Anche dal governo arriva l’attenzione verso le medicine di gruppo e l’idea di riunire sotto lo stesso tetto i professionisti in strutture aperte sulle ventiquattr’ore si fa sempre più stringente. Il ministro della salute Renato Balduzzi ha dato le prime indicazioni nella bozza del decreto legge sulla sanità.
“Si tratta di una prima bozza che esplicita quanto il ministro aveva già espresso – commenta il dottor Francesco Bogliolo, ideatore di Alassio Salute, modello apripista degli altri centri nel Savonese – Finalmente si fa strada il concetto della necessità di riunire i medici di cure primarie per dare una risposta estesa, ma in punti centralizzati del territorio, ai bisogni delle persone”.
“Secondo quanto emerge, una parte organizzativa viene demandata al tavolo regionale, un’altra parte non si sa. Quindi siamo ancora in un testo generico; ci auguriamo non si riveli un castello di carta – aggiunge Bogliolo – Detto questo, siamo molto contenti e soddisfatti che dopo dieci anni ci si accorga che la strada importante da percorre è questa, come avevamo deciso di fare ad Alassio”.
Con una delibera la Liguria ha fatto in modo che i centri salute diventino riferimento del sistema sanitario regionale. E’ il primo passo per il trasferimento di funzioni dall’ospedale al territorio in modo da alleggerire, in particolare, il carico dei pronto soccorso. L’auspicio è che in tutte le Asl si realizzino ambulatori di continuità assistenziale.
“Occorre cambiare le regole in modo importante e con il concorso dei medici ospedalieri – sottolinea il dottor Bogliolo – La via è quella di autonomizzare e responsabilizzare il professionista, creare staff multifattoriali, affrontare le cronicità del territorio. Ben vengano i centri per trovare risposta ai bisogni primari, estesi dappertutto. Perché ospedali e pronto soccorso chiudono, ma aumentano le lista d’attesa e le patologie restano”.
I centri salute, garantendo l’assistenza nel campo della medicina generale e in particolare delle patologie croniche come il diabete o lo scompenso cardiaco, andrebbero a riempire il vuoto dei servizi lasciato dai tagli alla sanità. “Il territorio è la soluzione giusta per dare una risposta appropriata in termini di tempistica e impatto economico-sociale”.