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Economia

Bombardier, resta alta la preoccupazione per il sito di Vado: Rsu e sindacati incontrano il sindaco Caviglia ed il presidente Vaccarezza

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Bombardier, resta alta la preoccupazione per il sito di Vado: Rsu e sindacati incontrano il sindaco Caviglia ed il presidente Vaccarezza
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Vado L. La Rsu aziendale di Bombardier ed i sindacati di categoria hanno incontrato il sindaco di Vado Ligure Attilio Caviglia ed il vicesindaco Canavese per illustrare la preoccupante situazione dei carichi di lavoro produttivi e le possibili prospettive future. Per domani, alle ore 14, è previsto un altro incontro in Provincia con il presidente della Provincia Angelo Vaccarezza e l’assessore Giorgio Sambin, prima dell’inizio del Consiglio provinciale.

A settembre uscirà di produzione la E464, la locomotiva elettrica, che costituisce il mezzo di gran lunga più diffuso sulla rete ferroviaria italiana. La 464 è stato il prodotto di punta dello stabilimento vadese nell’ultimo decennio, il prodotto su cui il gruppo Bombardier ha basato il rilancio del sito dopo la crisi di fine anni novanta e l’acquisizione da ABB. Con la fine produzione della 464 si chiude un ciclo molto positivo, che ha fruttato 350 mln di utili al gruppo e 200 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato diretti Bombardier, oltre ad un indotto stabile di un migliaio di addetti.

Oggi contemporaneamente alla fine produzione della 464 si accompagna la crisi generale e la forte contrazione della finanza pubblica cui in grande parte è legato il mercato ferroviario italiano e non solo. Delle commesse più volte annunciate, legate all’Expo 2015 di Trenord (la società per trasporto ferroviario in Lombardia) si sono perse le tracce, e quelle di Trenitalia sono state più volte rimandate e tuttora permangono forti preoccupazioni circa la reale disponibilità finanziaria.

La fine della 464 significa nell’immediato la cassa integrazione per i reparti produttivi ma nella prossima prospettiva l’esubero di personale, ma anche la crisi per il personale delle ditte di indotto, sia quelle legate alla produzione che quelle dei servizi che lavorano nel sito, parliamo della logistica, l pulimento, della sorveglianza e della mensa. Non solo, è evidente che la situazione di difficoltà contingente, in mancanza di fatti nuovi, diventerà presto una crisi strutturale che, conoscendo le logiche delle multinazionali, porrà il tema della strategicità per Bombardier del mantenimento in Italia di un sito produttivo con le caratteristiche di quello vadese. É per questo che il sindacato lancia un segnale di fortissima preoccupazione al territorio, per quello che economicamente il sito vadese muove e rappresenta e lo fa sottolineando al contempo lo fa in polemica con i messaggi rassicuranti e fuorvianti dell’azienda che tendono a minimizzare il problema e a descrivere solo parzialmente il problema, sia nella complessità reale della crisi che si è aperta, sia nell’impatto occupazionale.

“Abbiamo voluto incontrare le istituzioni per descrivere quella che è la realtà di oggi e quello che ci aspetta nei prossimi mesi, al di la dei messaggi edulcorati di Bombadier, che continua ad emettere comunicati stampa trionfalistici su nuove commesse che sono sì acquisite dal gruppo, ma che non portano lavoro a vado, come è recentemente successo per le locomotive per le ferrovie cinesi. La fabbrica di Vado si sta fermando, e nelle prossime settimane tutto il personale produttivo entrerà in cassa integrazione, ed è solo l’inizio” spiega Alberto Lazzari della Fiom Cgil.

“Questa è la situazione, la fine della produzione di un prodotto consolidato, la crisi generale e le ricadute sul settore dei trasporti, la necessita di un nuovo prodotto cardine, che consolidi il sito produttivo rispetto al gruppo multinazionale. L’unica possibilità è ancora rappresentata dal trasporto passeggeri, visto che il merci è in crisi e utilizza prevalentemente la gomma. A luglio Trenitalia ha finalmente lanciato la gara per una commessa da 70 treni a trazione distribuita, 70 convogli da adibire al trasporto regionale italiano, per sostituire il vetusto materiale oggi impiegato per i viaggiatori pendolari. Ma tutto questo è allo stato una incognita” conclude l’esponente sindacale.

“E’ fondamentale l’avvio di una commessa come il Polis, per traghettare lo stabilimento di Vado Ligure e l’indotto locale, in questa difficilissima fase di calo produttivo determinato dalla contrazione del mercato italiano e dalla chiusura dell’ultima commessa delle E464, calo che potrebbe vedere un ulteriore brusco aggravamento nel caso in cui venissero a mancare a livello governativo i necessari investimenti nel settore ferroviario come già avvenuto negli ultimi anni” afferma Massimo Sensoli della Cisl. “Senza una commessa importante la Bombardier, in Italia, rischia fortemente di non avere futuro, sebbene non siano minimamente in discussione né la capacità produttiva dello stabilimento, né tantomeno il valore e la qualità dei lavoratori del sito di Vado Ligure. La Bombardier ha presentato l’offerta, quindi adesso aspettiamo con ansia di sapere a chi verrà assegnata la gara dei treni regionali (decisione attesa per ottobre novembre), nel frattempo incontreremo tutti i livelli istituzionali per denunciare il forte rischio di crollo del tessuto sociale del nostro territorio, che vede nella Bombardier una delle poche realtà occupazionali rimaste”.

“L’avvio di una commessa importante, determinerebbe un investimento di 10 milioni di euro per lo stabilimento, con aumento delle aree produttive ed un migliore collegamento con i binari dello scalo ferroviario di Vado Ligure. Certo è che a livello politico centrale si deve cambiare rotta, perché la necessità di progettare il futuro della nostra Nazione deve passare dal rilancio industriale nel settore ferroviario, che è strategico per le politiche di sviluppo dei territori, sia per il trasporto delle persone (decine di convogli ferroviari obsoleti dovranno essere accantonati con la probabile diminuzione dei servizi ai pendolari) che per il trasporto delle merci (il parco locomotori della divisione “cargo” di Trenitalia è tra i più vecchi d’Europa)” conclude Sensoli.

“Sono stati infatti prospettati scenari alquanto contrastanti. In particolare i fattori tecnologici e umani di altissima specializzazione come già detto, sembrerebbero oggi non bastanti per contrastare logiche di mercato sempre più spinte – dice il vice sindaco di Vado Ligure Guido Canavese -. L’amministrazione più che mai è consapevole di quanto la redditività di un sito costituisca purtroppo l’unico elemento chiave per una multinazionale, ed è per questo che insieme ai sindacati e alla RSU vuole dimostrare tutta la propria disponibilità ad affrontare questa situazione di incertezza con la consapevolezza che il sito vadese ha tutte le carte in regola per fronteggiare le future sfide del mercato”.

“Da quanto esposto si ha una sola certezza: il futuro di Bombarier Vado muterà in modo sostanziale sia dal punto di vista tecnologico che strutturale e che quindi importanti investimenti in tal senso dovranno esser affrontati e a questa delicata fase l’amministrazione farà sentire tutta la propria vicinanza anche dal punto di vista tecnico ed amministrativo. Ci auguriamo che la preoccupazione ormai anche nostra e non solo dei lavoratori sia sovrastimata, siamo pertanto disponibili sin da subito ad attivarci per promuovere tutte le sinergie necessarie affinché vengano dissolti quanto prima tutti gli elementi di preoccupazione esposti con molta franchezza stamane dai sindacati e dalla Rsu” conclude il vice sindaco Canavese.

Federico De Rossi
1 Agosto 2012 alle 11:42
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