
Albenga. “E così, come in un thriller estivo pieno di colpi di scena, abbiamo capito l’arcano mistero della Lotteria con ricchi premi e cotillon che il Partito Democratico di Albenga, nei prossimi giorni, dopo aver percorso (ci auguriamo) le normali trafile burocratiche per la comunicazione entro 60 giorni al Monopolio di Stato ed entro 30 giorni al Sindaco e al Prefetto, lancerà per raccogliere soldi da cittadinanza locale e turisti di passaggio e destinarli al pagamento dell’affitto della propria sede di partito. Un alloggio, in Via Roma 26, che, negli anni ’90, era stato acquistato dai militanti (post) comunisti albenganesi e che, oggi, ad insaputa di moltissimi anziani simpatizzanti e tesserati del centro sinistra, è finito nell’elenco del patrimonio immobiliare della Fondazione “Cento Fiori” di Albissola, costituita ad hoc nel 2007 (con l’allora Presidente Giovanni Lunardon, già segretario PD a Savona, e, oggi, segretario provinciale a Genova) e che ne riscuote l’affitto mensile”. L’assessore comunale albenganese Eraldo Ciangherotti torna a pungere il Pd ingauno.
“Un patrimonio di grande importanza, in mano al direttivo del Pd provinciale che governa la “Cento Fiori”, se si pensa che, all’Atto di conferimento del patrimonio alla fondazione, è allegata una perizia di stima “singolare” di tutti gli immobili, redatta nel 2008 e pari a quasi 4 milioni di euro, con ben 300 mila euro di valore riconosciuto per l’alloggio di Albenga sito in Via Roma 26. Un alloggio da loro, i democratici di sinistra, prima acquistato e poi trasferito, per il quale oggi pagano l’affitto: se questo è il modo con cui gestiscono il patrimonio personale, sorge spontaneo pensare che sia una fortuna che oggi non siano al governo, anche solo ad Albenga. Poco o nulla da eccepire sulla sostanza, se anche la stessa vecchia guardia di partito si lamenta solo a porte chiuse e, alla fine, accetta suo malgrado la notizia del trasferimento di proprietà dell’appartamento, nel 2008, con l’annesso canone di locazione. Ciò che, invece, suona strano a chi non vive nelle logiche dell’ex Pci è la forma dell’iniziativa. Per pagare l’affitto di un alloggio di cui un tempo erano proprietari, i compagni del Pd di Albenga, per cercare di moltiplicare gli incassi derivanti dalla vendita dei biglietti, dovevano proprio scegliere la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (16-22 settembre 2012), fissando la data di estrazione del biglietto vincente della “omonima lotteria” nella serata di sabato 22 settembre? Bisognava per forza travestire di un significato ecosostenibile questa pesca di beneficienza della Festa Democratica, che altro non è che un sistema, a detta del segretario di partito, Alessandro Andreis, per tirare su soldi da usare per pagare “affitto sede, tassa smaltimento rifiuti, gas, luce, un po’ di telefono, manifesti, sale per conferenze, marche da bollo, suolo pubblico, affissioni, tipografia”? Occorreva davvero scomodare ed etichettare le “modalità di trasporto sostenibile” promosse dalla Comunità Europea per incoraggiare i cittadini a spostarsi a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici pur di fare cassa per il Partito Democratico? Era necessario per forza giocare sull’attrattiva del benessere fisico e mentale di tutti, pur di staccare qualche biglietto in più dalle matrici del blocchetto?”.
“Nulla da dire sul modo di fare affari interni nella segreteria del Partito Democratico di Albenga, ognuno fa politica come vuole, anche decidendo di trasformare l’atto di proprietà di un immobile acquistato con il sudore dei vecchi tesserati di partito in un contratto di locazione a favore di un altro Ente. Contratto che, per altro, ad oggi il Partito Democratico ancora non ha voluto esibire e che, per le nostre semplici ricerche, non risulterebbe ancora registrato all’Agenzia delle Entrate, nonostante sia stata esibita online la ricevuta del regolare bonifico di pagamento dell’affitto. Perché, qui, non si tratta di un privato proprietario dell’alloggio che a nessuno deve rendere conto all’opinione pubblica, ma di un Partito, il Pd, che paga l’affitto ad una fondazione nata per promuovere le “attività culturali legate all’arte e allo studio, alla ricerca, all’innovazione della politica”, che “si riconosce nei valori della sinistra riformista italiana ed europea” e che ha il compito della salvaguardia e la valorizzazione dei beni mobili ed immobili acquisiti già di proprietà dei Democratici di Sinistra”.
“La cosa stucchevole, piuttosto, è il solito vizio del Partito Democratico di tentare di mascherare una “normale e lecita” attività per raccogliere fondi di partito, in un evento di grande promozione pubblicitaria che nulla ha a che fare con il Partito Democratico” conclude Ciangherotti.