
I ricchi spendono meno in vacanza. E’ quanto emerge da una ricerca effettuata da Isnart, l’Istituto nazionale di ricerche turistiche di Unioncamere su oltre 1500 titolari di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere. Solo il 7% degli intervistati prevedono un incremento di turisti di provenienza nazionale e quasi i due terzi del campione, invece, si aspetta diminuzione rispetto allo scorso anno.
Per quanto riguarda gli stranieri prevale la tendenza alla stabilità dei flussi, ma è in aumento la quota dei pessimisti che segnalano un calo di prenotazioni da parte di turisti provenienti dai Paesi europei. Per quanto riguarda le aspettative, secondo il 60 per cento tra albergatori, titolari di agenzie di viaggio, esercenti di pubblici esercizi, alla fine dell’estate ci sarà una contrazione sensibile di turisti e di fatturato.
Per quanto riguarda invece le indicazioni sulla capacità di spesa dei turisti che sceglieranno o hanno già scelto una vacanza in Italia, sono quelli di fascia alta a spendere meno rispetto all’anno scorso. Prevale, invece, la stabilità per il segmento dei turisti con capacità di spesa media. Incerta, infine, la valutazione sul fatturato atteso dal turismo cosiddetto low cost che non dovrebbe discostarsi dalla media dello scorso anno.