
Albenga. Spiragli per la sopravvivenza del tribunale di Albenga arrivano oggi durante la visita genovese del ministro Paola Severino. Il guardasigilli si è occupata del palazzo di giustizia di Chiavari, come le altre sedi decentrate a rischio soppressione: “In un piccolo tribunale le risorse non sono utilizzate al massimo e quindi quella struttura è poco efficiente. Un tribunale medio grande può garantire una produttività molto elevata. Sul tribunale di Chiavari, dove mi sono recata stamani, la decisione non e ancora presa, bisogna pensarci molto attentamente” ha detto il ministro.
Nella sede giudiziaria chiavarese sono stati attuati importanti interventi di modernizzazione e innovazione, ma dal canto suo il tribunale albenganese ha un maggiore peso per i carichi di lavoro e il bacino di utenza. Criteri oggettivi che potrebbero fermare la scure dei tagli. La spending review “ha inciso marginalmente sulla decisione di accorpare tribunali medio-piccoli. Ma una decisione su quali accorpare non è ancora presa” ha detto il ministro Severino, aggiungendo: “Non collegherei la diminuzione del numero dei tribunali solo alla spending review. Questa diminuzione è stata pensata per il recupero dell’efficienza e per accelerare il processo di efficienza”.
Il tribunale albenganese conta un numero di pratiche che sfiora il livello della sede centrale savonese e supera quello di Imperia. Difficile pensare che chiuda i battenti per decreto legislativo (che per ora, in attesa del vaglio delle commissioni parlamentari, prevede il capolinea al 2019) anche per il presidente dell’ordine provinciale degli avvocati, Fabio Cardone: “L’iter è ancora in corso. Mi auguro che il Parlamento sovrano si concentri su Albenga, che ha tutti i requisiti per continuare la sua attività, anche perché i requisiti sono stati indicati proprio da questo governo. Il fatto più grave è che si sono spesi dieci mesi per individuare i criteri in base ai quali eliminare le sedi meno meritevoli e adesso si è cestinato tutto quel lavoro”.
Il ministro della giustizia in visita a Genova e Chiavari ha anche fatto cenno al delicato tema delle intercettazioni. Il ddl sulle intercettazioni “é già calendarizzato in commissione – ha sottolineato – Sto studiando la materia e trovo che sia di una difficoltà enorme”. Secondo il guardasigilli “occorre coniugare le esigenze e i diritti che rappresentano il vertice dei valori costituzionalmente tutelati ovvero il diritto dei cittadini alla privacy, il diritto-dovere dei giornalisti di informare e il diritto-dovere del pm a lavorare nella fase di costruzione delle indagini in modo riservato. Mettere insieme questi valori senza che alcuno si senta sacrificato è un compito difficile al quale non posso sottrarmi”.