
Cairo Montenotte. Le soppressioni di alcuni servizi ferroviari, in particolare quella del treno regionale 10274, la sostituzione con un pullman del treno 6080 e quella riguardante la fermata di Bragno, hanno spinto il Comune di Cairo Montenotte a farsi sentire in Regione.
“Si fa seguito alla nota di protesta inoltrata il 19 giugno scorso dalle organizzazioni sindacali delle aziende Schneider Elctric s.r.l. e Trench Italia, per associarci al disappunto espresso, condividendone le motivazioni e ritenendo le alternative suggerite di buon senso, anche nella logica degli interventi di razionalizzazione della rete trasporti ferroviari attuata da Trenitalia Spa” scrive l’amministrazione cairese.
“Le due aziende occupano complessivamente circa 400 lavoratori – prosegue la lettera inviata alla Regione -, impiegati in tre turni giornalieri, di cui un centinaio provenienti dal Savonese e quotidianamente pendolari fra Savona e Bragno e viceversa. E’ necessario qui rammentare che la realizzazione della fermata di Bragno, istituita nel 1999, fu tra i più felici risultati ottenuti grazie alla concerlazione in allora attivala fra il Comune, la Provincia, l’azienda (allora Magrini spa), il sindaco e le Ferrovie dello Stato per favorire l’insediamento dell’azienda da Savona a Cairo Montenotte”.
“Gli interventi attuati – aggiunge l’amministrazione – con la soppressione del treno 10274 rischiano di vanificare i risultati oggettivamente raggiunti, producendo effetti penalizzanti per il lavoratore e le aziende e contestualmente svantaggiando i cittadini residenti in un’area decentrata quale quella di Bragno, rispetto ai servizi di trasporto pubblico”.
“In qualità di amministrazione comunale – conclude – riteniamo comunque che ogni azione sia doverosamente assunta con piena consapevolezza degli effetti, avendo quale primo riguardo il cittadino, il lavoro e la ripresa economica e produttiva”.
“Caro sindaco – ha risposto Enrico Vesco, assessore regionale ai Trasporti – come sai la forte penalizzazione dei servizi ferroviari è dovuta alla scelta compiuta dalla Regione Piemonte. Ho insistito molto perché quella coppia di treni non fosse soppressa ma la Bonino è stata irremovibile sostenendo che il costo era elevato (1 milione di euro) e l’utenza molto limitata (meno di 50 viaggiatori). E’ per me molto difficile intervenire, ma ho chiesto a Trenitalia il preventivo per una coppia di treni con la stessa traccia di quelli soppressi sulla Savona – San Giuseppe di Cairo o in alternativa un servizio sostitutivo con bus che il Piemonte non ha voluto sostenere”.