
Vado Ligure. “Tirreno Power sta valutando le opportune iniziative di tutela legale da avviare nei confronti di chi afferma o diffonde notizie false”. L’azienda energetica fa riferimento ad alcuni articoli della carta stampata, che accennano alla ricerca affidata dalla Procura di Savona ad un gruppo di consulenti per chiarire se vi sia un nesso di causalità tra effetti epidemiologici ed emissioni inquinanti nel comprensorio. In realtà, il procuratore Francantonio Granero e il sostituto Chiara Maria Paolucci si confrontano regolarmente con i periti, ma non si è ancora arrivati allo studio definitivo.
“Al momento, come nostro costume, non intendiamo commentare i possibili risultati di relazioni peritali (non ancora depositate) che farebbero riferimento anche al nostro sito produttivo di Vado Ligure” sottolinenano i vertici di Tirreno Power.
“D’altra parte – proseguono – è ormai nota e non casuale l’estrema specificità temporale con la quale alcune ‘rivelazioni’ compaiono sulla stampa locale, ovvero costantemente prima di significative scadenze che vedono Tirreno Power impegnata nella conclusione di importanti e complessi iter amministrativi condotti dai Ministeri istituzionalmente preposti alla tutela ambientale e sanitaria, dalla Regione, dalla Provincia, dai Comuni, infine da numerosi altri enti tecnici e di controllo”.
“E’ forte la sensazione che alcune sortite mediatiche vengano proposte all’attenzione della stampa locale con funzioni di mera strumentalità e con il rischio di danneggiare gravemente lo sviluppo industriale ed occupazionale dell’area” conclude il management di Tirreno Power.
Lo studio assegnato dalla Procura ai consulenti intende stabilire un eventuale nesso di causalità tra decessi e inquinamento nell’area in prossimità della centrale per quanto riguarda gli ultimi sei anni (termine per la prescrizione). Lo studio è stato allargato anche alle emissioni dell’Italiana Coke di Bragno, al centro di un altro filone.
Sta volgendo al termine il lungo processo autorizzativo per l’ampliamento della centrale termoelettrica vadese. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha aperto la strada dell’AIA ai due gruppi esistenti (posta come condizione nella delibera della Regione). L’amministrazione regionale ha anche vincolato l’operazione di ampliamento alla realizzazione di una rete di monitoraggio ambientale, con la partecipazione di Arpal e Istituto Superiore di Sanità.
Anzitutto saranno monitorati gli inquinanti, che non potranno superare determinati parametri; di fatto le prescrizioni della Regione limitano le emissioni in modo che non superino il livello di quelle che sarebbero generate da impianti totalmente nuovi. Secondo il progetto presentato dall’azienda e vagliato dall’amministrazione di via Fieschi, gli interventi strutturali ridurranno le emissioni del 70% rispetto a quelle odierne.
A marzo il Ministero dello Sviluppo Economico aveva emesso il decreto per autorizzare la realizzazione di una nuova unità a carbone da 460 MW presso la centrale. Il provvedimento prevede l’ammodernamento delle due unità a carbone esistenti da 330 MW entrate in servizio agli inizi degli anni ’70, oggetto dell’imminente procedura di AIA.