
Albenga. A causa dei tagli sulle spese, ad Albenga, si va verso la chiusura del Pronto Soccorso. Nei giorni scorsi l’assessore Eraldo Ciangherotti ha già espresso il suo disappunto nei confronti della Regione e la sua polemica continua: oggi l’amministratore albenganese è infatti andato all’attacco sui fondi che la Liguria destina ai profughi.
“Non si può dire certo che gli Italiani siano una popolazione tirchia e, tanto meno valgono più le barzellette sulla famigerata taccagneria dei Liguri: da 48 ore, pur essendo tutti vittime impotenti dei devastanti tagli della spending review – che, ad Albenga, prevede, sotto l’egida di Claudio Burlando, la chiusura del Pronto Soccorso oltre all’abolizione totale del contributo affitti erogato fino allo scorso anno dalla Regione Liguria – siamo riusciti pure a fare beneficenza. Nonostante la maggior parte della popolazione ligure si ritrovi a fine mese con le tasche vuote, Burlando e soci, dopo numerosi appelli al Governo Monti sollecitati proprio dalla città della lanterna, sono riusciti a trovare a Roma i fondi per i profughi ospiti in Italia dal primo quadrimestre del 2011” spiega Ciangherotti.
“E non sono mica pochi quattrini. Ebbene sì, ben 500 milioni di euro, poche ore fa, sono stati destinati, per l’anno 2012, dall’attuale Governo per proseguire l’accoglienza, il vitto, l’alloggio e l’assistenza sanitaria di circa 30.000 profughi migranti per l’emergenza nord-africa, provenienti dalla Tunisia che hanno beneficiato del permesso di soggiorno per motivi umanitari (ex art. 20 del D.lgs. 286 del 1998). Assistenza garantita dalle Regioni fino ad un massimo giornaliero di 46 euro a migrante per quasi 30.000 profughi sparsi su tutto il territorio nazionale. E con divieto assoluto di ospitare i migranti assistiti in tende o altre strutture temporanee, quelle dove, presto, forse, si rifugeranno molti italiani disperati. Infatti, per i profughi sono stati cercati alloggi confortevoli, per altro, in molti casi, pure ristrutturati e rimessi a nuovo con finanziamenti ad hoc per renderli centri di vero benessere”.
“Altro che terremotati – prosegue Ciangherotti -. E che importa se gli amministratori comunali, a causa dei trasferimenti bloccati o tagliati da Regione e Governo, non riescono a dare più alle famiglie disagiate nemmeno un centesimo di aiuto sugli affitti e sono costretti ad impegnare forze e risorse personali per difendere servizi di prima necessità, come i Pronto Soccorso ed i posti letto negli Ospedali. L’Italia è piena di ‘carrozzoni’, anche tra certi centri di accoglienza per profughi (fortuna che alcuni si salvano per lodevole spirito caritatevole) e mentre vediamo che la Regione Liguria impegna oltre 10 milioni di euro, nel corrente anno, goduta nell’elargire somme di denaro consistenti ai 550 profughi presenti nella riviera ligure, cosa dovremmo dire noi? Non siamo razzisti e non diremo mai e poi mai che è ingiusto aiutare chi proviene dai Paesi del Nord Africa, in una situazione di emergenza resa ancora più complessa dal conflitto in corso nel territorio libico e dall’evoluzione degli assetti politico-sociali nei paesi della fascia del Maghreb e in Egitto. Siamo solidali, per tradizione, con chi sta peggio di noi, e siamo sempre pronti a fare del nostro meglio per aiutare chi è in difficoltà”.
“Più semplicemente, ci troviamo sgomenti di fronte a certe notizie, specialmente in un momento di crisi così diffusa che vede sempre più concittadini in situazioni di precarietà abitativa e difficoltà economiche estreme. Non comprendiamo e non accettiamo che i liguri, gli albenganesi e, con loro, i tanti stranieri onesti e regolarmente abitanti nel nostro territorio, non ricevano un fico secco sulle politiche per la casa della Regione Liguria e siano discriminati, perché nessuno, da Via Fieschi a Genova fa qualcosa per aiutarli. Come possiamo fare, per ottenere anche noi, in servizi essenziali, 10 milioni di euro? Dovremmo forse recarci in Regione Liguria per chiedere asilo politico in Italia pure noi? Attendiamo fiduciosi una parola dal Presidente Burlando” conclude Eraldo Ciangherotti.