
Genova. E’ uno studio legale genovese ad occuparsi di una causa che vede sul banco degli imputati la celebre pop star Lady Gaga. A denunciarla per plagio è stato il fotografo milanese Alessandro Dotti che, sostenuto dallo studio dell’avvocato Renzini di Genova, rivendica la paternità del celebre vestito di carne indossato dalla cantante durante la trasmissione Mtv Awards del 2010.
“Alessandro Dotti, difatti, aveva già realizzato nel 2004 un importante servizio fotografico con modelle vestite con abiti confezionati con carne – spiega l’avvocato Renzini – Un’invenzione dello stesso Dotti che, proprio grazie alla particolarità del servizio svolto e dell’originalità della sua proposta, fu recensito dalla rivista di New York ‘Zink’ che ne pubblicò le fotografie”.
Questa idea, protetta da copyright, sarebbe stata utilizzata qualche anno dopo dallo staff della celebre cantante per promuoverla a livello planetario. “Basti pensare che il vestito in carne è stato nominato dalla rivista Time come il miglior prodotto di moda del 2010. Inoltre, l’apparizione di Lady Gaga è diventata talmente famosa da essere ricordata in una pagina unica su Wikipedia”, prosegue l’avvocato.
Qui si può leggere: “Lo stilista Franc Fernandez è stato avvicinato dal collega designer e stilista Nicola Formichetti per produrre l’abito, che aveva previsto non avrebbe richiesto più di una settimana di lavorazione, su disegno dello stesso Formichetti”.
Inoltre lo stesso Fernandez, dopo essere stato osannato dai media, dichiarò: “Sento di avere una voce ora come artista e come designer”. Poco tempo prima, Lady Gaga avrebbe indossato un bikini fatto di carne sulla copertina dell’edizione giapponese diVogue.
La violazione del diritto d’autore, quindi, appare evidente per l’avvocato Claudio Renzini che difende il fotografo Dotti.
“Abbiano inviato una raccomandata alla casa discografica di Lady Gaga e allo stesso Fernandez – ha spiegato l’avvocato Renzini – comparando le foto e le creazioni del mio cliente al vestito della pop star. Da questo semplice confronto, è possibile notare quanto sia fondata la scelta di Dotti di rivolgersi a un legale per rivendicare la paternità morale dell’opera e chiedere un risarcimento per plagio”.
(Nella foto: il “vestito di pelle” di Dotti)