
Savona. “Condivido in pieno i timori e le preoccupazioni emerse da una recente intervista ad opera del Direttore della centrale savonese Salvatore Esposito in merito ad efficienza e qualità del soccorso territoriale da parte del 118 in caso di istituzione di un’unica centrale regionale. Il collega ha ben evidenziato l’importanza dell’attività della centrale di Savona e penso che i ragionamenti che sono stati fatti da alcuni membri della maggioranza siano in parte superficiali ed in parte dettati dalla poca conoscenza della materia, che è evidentemente estremamente tecnica e che poco si presta a voli pindarici o improvvisazioni. Sono altresì convinto che le forze politiche della sinistra hanno il dovere morale di non avallare tagli insensati scientificamente e poco comprensibili anche in termini economici”. Torna sul possibile accorpamento dei 118 regionali con la possibile istituzione di una sola centrale ligure il consigliere regionale dell’Idv e presidente della commissione sanità Stefano Quaini, che annuncia la linea dell’Idv nella maggioranza in Regione in vista dei provvedimenti che saranno adottati per la sanità ligure.
“Fortunatamente Italia dei valori su questo tema è stata molto chiara in maggioranza, ed anche isolata a sostenere l’assessore per la scelta delle tre centrali (ponente , Genova e levante) pertanto faremo una dura lotta per mantenere la centrale savonese, non per motivi di campanile, ma consapevoli che la geografia ligure non è quella della pianura padana o di Roma; ma l’errore più macroscopico è legato alla convinzione che si stia parlando di un banale centralino telefonico e non di un ganglio vitale che coordina un comprensorio geografico estesissimo, con sinergie indissolubilmente legate all’operatività degli altri attori del sistema (prefettura, vigili del fuoco, forze dell’ordine), in cui le difficoltà sono notevoli e variabili in estate ed inverno oltre al fatto che nel tempo è divenuta di fatto la struttura che si è occupata non solo della routine ma ha esercitato fattivamente una enorme mole di attività formativa e pratica partecipando alla stesura del piano di emergenza della sanità marittima, del piano di emergenza per il materiale fissile, alla stesura della bozza per lo schema di impianto della esercitazione internazionale “Le tracce”, assistenza alle esercitazioni antincendio con molte Capitanerie di Porto, assistenza alla popolazione civile colpita dal sisma in Abruzzo, esercitazioni e simulazioni di macroemergenze, corsi di soccorso presso scuole, formazione del personale scolastico ecc. ecc. I dati di attività mostrano una mole impressionante di interventi coordinati in maniera ottimale da personale qualificato che merita un plagio e rispetto. Inoltre un importante documento del Senato della Repubblica specifica che per i pazienti affetti da infarto miocardico acuto è evidente che la migliore risposta del 118 si ha solamente in occasione di centrali a sede provinciale”. aggiunge Quaini.
“Pertanto sosteniamo, senza se e senza ma, una organizzazione con tre centrali regionali, mentre ben altre sono le voci su cui intervenire contro gli sprechi in ambito sanitario. Inoltre non siamo convinti neppure dal risparmio previsto e di certo in caso di eventi straordinari una solo centrale o una centrale con un’altra attivabile (stand by) produrrebbe solo danni incalcolabili e lentezza della macchina dei soccorsi come molte emergenze internazionali e nazionali recenti hanno dimostrato molto bene e spesso anche dove l’organizzazione era ottimale comunque i problemi sono stati molti in caso di calamità. Inoltre la discussione deve essere anche sfruttata per porre alla ribalta il caso dei medici del servizio, sempre in prima linea ed a rischio in molti eventi e contesti, che presentano un contratto di lavoro con molti punti interrogativi e poche garanzie; a proposito meglio sarebbe fare riferimento alle esperienze di altre regioni in cui i medici sono a tutti gli effetti dipendenti delle Asl” conclude l’esponente Idv.