
Albenga. “Se per Burlando il Pronto Soccorso di Albenga non è indispensabile di notte, per Albenga Burlando non è indispensabile né di notte né di giorno. Soprattutto se intende chiudere il nostro pronto soccorso per costringere i cittadini del comprensorio ad andare fino a Pietra Ligure, città che solo per il governatore ligure, dista ‘appena 6 km’ da Albenga: evidentemente, già poco pratico, per onori di cronaca, con le autostrade prese in contromano, Claudio Burlando ha scarsa dimestichezza anche con le strade normali, se la reale distanza, per ogni normale navigatore – di cui, non ce ne voglia il governatore, ci fidiamo di più – corrisponde a 13,2 km sulla strada provinciale Aurelia, addirittura 21 km nell’autostrada dei fiori A10”. Così Eraldo Ciangherotti, assessore ai Serivizi sociali del Comune di Albenga commenta le dichiarazioni del presidente della Regione in merito alla soppressione del Pronto Soccorso ingauno.
Prosegue l’assessore: “Forse Burlando confonde il servizio di pronto soccorso notturno’, con la banalissima cassetta di primo soccorso da tenere tra le pareti domestiche per medicare ferite e mettere cerotti? Costringere il malato ad andare a Pietra Ligure in emergenza con una viabilità impraticabile in certi giorni d’estate, quando anche dal mare il traffico automobilistico è bloccato, è una condanna a morte che il ponente savonese non merita. Roba di cui si vergona anche l’intera dirigenza del Pd di Albenga che ha scelto il silenzio stampa onde evitare altre brutte figure”.
“E che c’entra, caro Burlando – continua Ciangherotti – il paragone della nostra realtà con Genova e il suo entroterra? Qui siamo ad Albenga dove, in una qualunque domenica pomeriggio di luglio, come la scorsa, essendo l’automedica già impegnata su altra chiamata, una giovane donna, per una banale caduta dalla bici, è stata accompagnata dai militi della Croce Bianca, per fortuna, al primo PS in zona, e cioè all’ospedale di Albenga, dove è stato riconosciuto un trauma epatico severo con emorragia. Grazie alla tempestività del soccorso medico, la donna è stata accompagnata in emergenza in sala operatoria, mantenuta in vita con trasfusioni di liquidi e sangue e, ad oggi, pare fuori pericolo di vita. Quanto avrebbero pesato quei 13-21 km? Quanto sangue avrebbe perso ancora la donna nel tragitto fino a Santa Corona? Probabilmente tutto… Un’emorragia interna richiede diagnosi ed
intervento istantanei grazie anche all’ecografo presente in saletta del PS di Albenga”.
“Troppo facile pararsi le spalle con la giustificazione della ‘spending review’, con la storia dei risparmi e dei tagli necessari. Non si taglia sulla salute delle persone, non si mette a rischio la vita stessa dei cittadini per accontentare i capricci del difensore di Genova matrigna Claudio Montaldo, o, peggio, per fare felice Mario Monti. Se questa è la famigerata spending review, allora occorre scendere in piazza e andare negli uffici regionali muniti di forconi, in Via Fieschi e a Piazza De Ferrari, per dimostrare a Burlando quanto il popolo tenga al nostro Pronto Soccorso. Non si può lasciar morire la nostra gente, trasformando le ambulanze in carri funebri. Se il presidente della Regione Liguria visitasse, senza auto blu, né scorta, né codazzo, il Pronto Soccorso ingauno, come un qualunque cittadino senza raccomandazione, e si sedesse in sala d’attesa per un’intera giornata, si renderebbe conto di quanto la realtà smentisce il suo giudizio banale e approssimativo sull’ospedale di Albenga” conclude Ciangherotti.