
Villanova d’Albenga. L’investimento per il nuovo sito villanovese è lungimirante e dettato dalla volontà di far sì che La Piaggio Aero sappia “dire la sua” anche in futuro nel panorama economico nazionale, ma i passi da compiere vanno intrapresi con determinazione e trasparenza, per evitare intoppi poco comprensibili e per nulla opportuni in un momento di crisi come questo. I rappresentanti Rsu dello stabilimento finalese dicono la loro sul progetto in itinere con una nota che chiarisce la posizione dei lavoratori e che è rivolta al presidente della Regione, Claudio Burlando, all’assessore regionale Renzo Guccinelli, e il sindaco di Finale Flaminio Richeri.
“La rappresentanza sindacale dello stabilimento Piaggio Aero di Finale Ligure sta seguendo con attenzione la realizzazione pratica dei contenuti industriali dell’accordo di programma per il nuovo stabilimento a Villanova d’Albenga – si legge nel documento – La nostra recente visita al cantiere ha pienamente convinto dal punto di vista della qualità costruttiva e possiamo confermare che l’azienda sta procedendo con gli investimenti tecnologici concordati. Ricordiamo che i lavoratori stanno affrontando un piano di ristrutturazione in un momento economico estremamente difficile che limita le disponibilità finanziarie con evidenti ripercussioni sulle quotidiane attività produttive. Nello stabilimento di Sestri Ponente i lavoratori sono nuovamente in cassa integrazione mentre a Finale Ligure si prepara il piano di trasferimento e sono necessarie anche numerose ore di straordinario per predisporre materiale a magazzino e per difficoltà organizzative interne. Abbiamo condiviso con l’azienda anche un piano di smaltimento ferie per evitare accumuli che pesano sul bilancio aziendale”.
“Nonostante la situazione attuale pensiamo ancora che il piano industriale ed il nuovo stabilimento siano punti di forza per disegnare il futuro di un pezzo strategico dell’industria italiana e punto di approdo per chi oggi ancora frequenta la scuola – prosegue la nota – E’ sicuramente un investimento lungimirante per la ricchezza del paese. L’azienda ha curato punti di forza come rafforzamento dell’area progettazione velivoli sia per continuare a migliorare i prodotti attuali sia per prepararsi con nuovi prodotti a mercati alternativi. Ha installato già nello stabilimento di Finale, in questi anni di attesa della risoluzione delle intese per il trasferimento, numerosi impianti nuovi nel settore motori. La Piaggio Aero ha attratto investitori stranieri di rilevanza mondiale ma temiamo fortemente, per quanto si vive in azienda, che il protrarsi della decisione finale sugli impegni per la compensazione dell’investimento sul sito aeroportuale possa far perdere fiducia ed affidabilità”.
“Ad oggi vorremmo almeno fosse evitata ogni semplificazione o qualunquismo sulla destinazione d’uso dello stabilimento nuovo ed invitare gli addetti ai lavori, che stanno determinando il futuro di un pezzo dell’industria italiana e si erano impegnati per questo fin da lontano 2004, a visitare lo stabilimento che sta crescendo – dicono i lavoratori -Da parte nostra proseguiremo il monitoraggio degli investimenti e degli impegni dell’accordo di programma, per quanto possibile nel nostro ruolo, perché siamo stati investiti da questo compito e ne sentiamo tutta l’importanza. Auspichiamo che ogni parte sappia compiere la sua parte di percorso e voglia rendere evidenti e comprensibili eventuali intoppi all’iter procedurale che possano comprometterne l’esito definitivamente”.
“Quanto ci conforta per il futuro non basta a tranquillizzarci verso il presente poichè la situazione economica di questi anni ed il suo perdurare incide sul mercato velivoli stico che è ad oggi ancora il riferimento primario – è la paura dei dipendenti Piaggio – Il nuovo prodotto derivato dal P180, ora in studio ed in prova per il mercato della difesa non sarà pronto per la produzione in serie prima del 2014. Questi prossimi anni coincidono con il trasloco fisico nel nuovo sito. Ogni banalizzazione rischia di sottrarre risorse alla parte industriale e, soprattutto, al paese che dovrebbe, per la seconda volta rivendicare la stessa lungimiranza economica che lo distinse all’inizio del ‘900 e non vivere questa vicenda come un mero sacrificio, un ricatto o con altre banalizzazioni.
Ci teniamo a sottolineare, perché non si sminuisca l’operazione, che i lavoratori dello stabilimento di Finale Ligure provengono non solo da paesi limitrofi o dall’entroterra ma da molte regioni italiane dal nord al sud e da diverse nazioni europee ed extraeuropee”.
“Questo per dire che i prodotti aeronautici che vengono progettati e costruiti sono patrimonio del nostro paese, fanno parte della ricchezza di conoscenze culturali e sono l’alimento per quella crescita di cui tutti parlano come panacea della crisi trovando poche soluzioni concrete. Per questo vorremmo valorizzare ancora una volta l’operazione Piaggio non solo come la compensazione per Finale di 250 posti di lavoro di residenti, come spesso viene tristemente letto sui giornali, ma come una grande intuizione delle amministrazioni (come nel 1900) che sapendo interpretare il presente hanno deciso di scrivere, o almeno provare a scrivere, una parte di futuro economico del nostro paese. Le compensazioni ancorchè indispensabili per il territorio non possono solo prevedere parcheggi, ponti, ecc. ma dovrà permanere l’attenzione particolare, nel tempo, anche a livello nazionale, ad una città che ha saputo fare un salto di qualità culturale, esponendosi a problemi e controversie verso gli interessi immediati di molti concittadini, e che non lascia affogare conoscenza e futuro per la comunità a causa di questi”.
“Auspichiamo che tutte le parti coinvolte nell’accordo sappiano trovare un punto di equilibrio che alleggerisca il clima di tensione che già accompagna da tempo il mondo del lavoro” conclude la nota.