
Savona. La nave Blue Matterhorn, battente bandiera panamense, 230 metri di lunghezza, 44mila tonnellate di stazza lorda per 13 metri di pescaggio, ha atteso oltre 24 ore prima di poter entrare nel porto di Savona: salpata dal porto di Santos lo scorso 3 luglio, con un carico di 70mila tonnellate di farina di soia brasiliana, l’unità mercantile è giunta come previsto sabato sera nella rada savonese, ma benché avesse urgenza di ormeggiare per motivi commerciali, è stata costretta ad adeguarsi alle normative comunitarie in materia di massimo tenore di zolfo consentito nel combustibile utilizzato durante la permanenza in porto.
Infatti, per le recenti normative europee, al fine di evitare emissioni di anidride solforosa dannose per coloro che vivono in prossimità delle aree portuali, il combustibile che le navi impiegano durante la sosta in banchina deve contenere al massimo una quantità di zolfo pari allo 0,1 %, mentre limiti meno stringenti (3,5%) sono consentiti per il combustibile utilizzato durante la navigazione in mare aperto.
La Blue Matterhorn, che toccava per la prima volta un porto comunitario, non si era rifornita adeguatamente del carburante più raffinato da utilizzare durante la sosta e in un primo momento richiedeva di effettuare il bunkeraggio in banchina subito dopo l’arrivo, dichiarandosi disposta anche a pagare l’eventuale sanzione amministrativa prevista – 30.000 euro – pur di non essere costretta a ritardare le operazioni commerciali.
Gli ispettori della Capitaneria, che non avevano la possibilità di impedire l’accesso in porto alla nave (la violazione della normativa poteva infatti essere contestata solo a seguito di un’ispezione a bordo da effettuarsi dopo l’attracco)hanno comunque fatto presente al comandante che l’infrazione, al di là della sanzione di cui si è detto, avrebbe comportato anche il fermo nave, un’approfondita ispezione di sicurezza e la conseguente perdita dei certificati che attestano gli standard di qualità di gestione della nave e della compagnia armatrice, con grandi svantaggi successivi, anche per le altre unità dell’armatore.
A questo punto il comandante della nave si è “arreso”, valutando che i vantaggi economici complessivi tratti dal rispetto della norma superavano i danni commerciali causati dal ritardo nelle operazioni portuali, ed ha così deciso di effettuare il rifornimento in rada, entrando successivamente in porto solo quando poteva utilizzare il combustibile con basso tenore di zolfo.
“Una indubbia vittoria delle nuove normative comunitarie a tutela dell’ambiente e della salute di chi vive nelle vicinanze dei porti; le nuove norme infatti non si limitano a sanzionare le violazioni già compiute, ma, grazie anche ad un efficace sistema di controlli messo in atto dalle Capitanerie di Porto, creano un sistema di premi nei confronti di quelle compagnie che rispettano elevati standard di qualità e sicurezza, rendendo loro più “conveniente” adottare comportamenti virtuosi” afferma in una nota la Guardia Costiera savonese.