
Finale Ligure. Giungere con compattezza alla conferenza dei servizi che si dovrebbe svolgere il 6 agosto. Questo il senso del pre-incontro che si è tenuto oggi alla presenza dell’assessore regionale all’urbanistica Marylin Fusco sulle aree Piaggio, interessate dalla delocalizzazione della storica azienda aeronautica. Dal sorriso con il quale il costruttore Gianfranco Ponchia è uscito dalla riunione, si evince una sorta di fumata bianca. Ma il nuovo progetto sarà esaminato compiutamente nel prossimo nuovo vertice, il 2 agosto, anche se già domani dovrebbe essere depositato in Comune.
Un passaggio cruciale visto che, senza l’accordo sul progetto di trasformazione del grande distretto finalese, è in forse il radicamento stesso della Piaggio Aero nel nuovo complesso industriale (in fase di costruzione avanzata) a Villanova. Tra due settimane emergeranno i dettagli.
“E’ stato un incontro tecnico – spiega l’assessore comunale all’urbanistica Umberto Luzi – Si sono impegnati a presentare il progetto che tenga conto delle osservazioni fatte sia dal Comune che dalla Regione. La Sovrintendenza ha richiesto che vi siano modifiche nella conformazione degli edifici nella zona a mare. Speriamo di stringere i tecnici nell’interesse del Comune di Finale e dei lavoratori. Ci confronteremo con maggioranza e minoranza sul nuovo progetto”.
La Regione, sia nella persona del governatore Burlando che in quella della vicepresidente Fusco, ha impresso negli ultimi tempi un’accelerata all’operazione Piaggio, inducendo il Comune a trovare la quadra con la Finalmare, il gruppo che organizza l’intervento immobiliare sulle aree finalesi, sui diversi punti critici del progetto, dalle volumetrie al polo scolastico, dall’hangar alla viabilità.
Così Marylin Fusco: “Il 2 agosto si svolgerà la prosecuzione dell’incontro odierno. Saranno illustrate le tavole depositate con le modifiche inserite da maggio ad oggi. Quindi anche le forze politiche finalesi potranno analizzare approfonditamente il corso delle modifiche sinora apportate”. Poi, il 6 agosto, la conferenza dei servizi.
L’azienda produttiva, dal proprio canto, ha manifestato segni crescenti di malumore per le lungaggini burocratiche sull’operazione finalese, con la quale contava e conta di finanziare la nuova fabbrica in zona ingauna e mantenere, comunque sul territorio savonese, 750 posti di lavoro, più l’indotto. Già domani, però, il progetto di trasformazione delle aree potrebbe essere depositato.