
Albenga. Cani che s’affacciano da un terrazzo del condominio “Piave” di Albenga, in zona Vadino. Guardano di sotto, lungo quei marciapiedi e quelle strade che sembrano poter contemplare solo a distanza, per poi rientrare in un appartamento per loro troppo piccolo. Così li ritrae questa foto, scattata da uno dei residenti del quartiere, costretto a tollerare da anni una situazione che definisce invivibile.
Una situazione che vedrebbe la presenza di una sorta di casa-bunker all’interno del condominio “Piave”, abitata da una donna e dai suoi otto cani (dodici fino a poco tempo fa) costretti a vivere fra quattro mura, tra sporcizia e una puzza che, assicura l’abitante della zona, invade tutto lo stabile. Nemmeno un’ordinanza di sgombero urgente da parte del sindaco, risalente a circa due settimane fa, avrebbe però portato ad una soluzione definitiva.
“I residenti del condominio Piave stanno vivendo ormai da anni un vero e proprio dramma – racconta l’uomo – L’appartamento al primo piano, due anni fa è stato preso in affitto da una coppia. In pochi giorni, i due hanno iniziato la loro guerra personale nei confronti del mondo, barricandosi in casa con quattro cani di grandi dimensioni. Quattro cani che venivano lasciati in casa per ore ed ore e per qualche istante sul terrazzo che fa parte del piccolo appartamento (40mq) dove queste persone vivevano. Inutili le proteste dei residenti, le prese di posizione dell’amministratore, lo sfratto per morosità da parte del proprietario della casa”.
“Dopo due anni la situazione è questa: in casa abita soltanto la donna (che vedo raramente, anzi il sospetto è che in casa non abiti nessuno) e da qualche mese i cani sono diventati 12. La puzza che si sente nei piani alti è insopportabile e possiamo soltanto immaginare cosa avviene fra le pareti domestiche. A nulla sono servite le proteste dei residenti, che sono stati minacciati di morte dalla stessa proprietaria dei cani che, incurante delle regole elementari sanitarie, tiene letteralmente segregati in casa i cani. Gli stessi cani, appena riescono ad uscire sul terrazzo, cercano quella libertà a loro da sempre negata, abbaiando in continuazione. Esposti, raccolte di firme, denunce, urla, richiesta esplicita di intervento a polizia, carabinieri, polizia locale, non hanno portato ad alcun risultato”.
“Attualmente i cani sono 8, quattro cuccioli sono stati dati in adozione – racconta ancora il residente del quartiere Vadino – Ma i cani rimasti sono spesso abbandonati e l’appartamento è diventato un porto di mare con persone che vanno e vengono ad ogni del giorno e della notte. Una sorta di bunker ben sorvegliato che sicuramente servirà ad altro. Spero che presto si ponga fine a questo supplizio, esteso non solo ai residenti, ma anche ai cani stessi, privati di qualsiasi libertà e lasciati alla sporcizia peggiore. Contattati più volte i carabinieri hanno detto di continuare a far denunce per smuovere la lenta burocrazia. La medesima cosa è stata dichiarata dai vigili del fuoco, chiamati in più occasioni perché alcuni cuccioli sono finiti a camminare per giorni sul cornicione, passando attraverso le sbarre”.