
Albenga. E’ stato un consiglio comunale infuocato quello andato in scena ieri sera ad Albenga e che ha fatto scricchiolare la maggioranza. Il centrodestra infatti, da ieri, visto il passaggio dall’altra parte della barricata dei consiglieri dell’Udc Giovanni Pollio e Silvio Cangialosi, può contare solo su un voto in più rispetto alla minoranza.
Un vantaggio minimo che ha convinto il primo cittadino Rosy Guarnieri e il presidente del consiglio comunale Massimiliano Nucera a ritirare le due pratiche in cui i consiglieri Manuel Barbo e Nicola Podio non possono votare perché incompatibili: senza il loro appoggio infatti il rischio sarebbe stato quello di ottenere dieci voti, gli stessi della “nuova” minoranza che grazie all’ingresso dell’Udc è passata da otto a dieci unità.
La seduta del consiglio di ieri, che iniziata alle 18,30, è terminata ben dopo la mezzanotte, è stata tesa fin dalle prime battute (con la minoranza che chiedeva di posticipare l’inizio del consiglio per la mancanza dell’operatore televisivo) e, con il passare dei minuti, la situazione non è migliorata. Le prime discussioni sono arrivate per la mozione del centrosinistra per le multe della guardia di finanza alla “Notte verde” dello scorso settembre.
Il momento clou dello scontro tra i due schieramenti è arrivato però a proposito dell’annullamento (o revoca, secondo l’opposizione) delle delibere approvate mercoledì 7 marzo. Una richiesta, da parte della minoranza, che era arrivata all’indomani della dichiarazione dell’illegittimità della delibera sul “verde privato d’interesse pubblico” da parte del Tar, discussa nel corso dell’ultima riunione cittadina, e che, essendo legata alle modalità di convocazione, dovrebbe comportare, secondo l’opposizione, la bocciatura anche delle altre delibere discusse nella passata assemblea.
La sentenza del Tar, però, secondo la maggioranza, sarebbe stata scritta troppo velocemente e conterrebbe degli errori: di qui l’infuocata discussione. Il parlamentino ingauno ha alla fine respinto la richiesta della minoranza di revocare le diciassette pratiche di marzo (la votazione è finita con undici favorevoli e dieci contrari).