
Savona. “L’assemblea nazionale di Sel del 27 maggio 2012 ha approvato un documento conclusivo molto significativo ed importante, dove vengono evidenziate analisi e indicati percorsi concreti che il movimento cercherà d’attuare nei prossimi mesi”. A spiegarlo è Nicola Isetta, coordinatore Provinciale Sel Savona, che ieri sera, presso la S.M.S. di Cantagalletto, ha presentati il documento agli iscritti savonesi di Sinistra Ecologia e Libertà.
“Ha partecipato all’incontro il Coordinatore Regionale Stefano Quaranta. Dopo una interessante e qualificata discussione vi è stata una ampia condivisione sui suoi contenuti del documento stesso. L’incontro di ieri sera è da considerarsi l’inizio di un percorso nella Provincia di Savona. Sui contenuti del documento, sulle sue proposte verranno organizzati sul territorio di tutta la Provincia momenti di approfondimento e di confronto all’interno e all’esterno di Sel. Incontri realizzati in modo aperto, ricercando il massimo coinvolgimento della società civile ed organizzata” aggiunge Isetta.
“Momenti dove sia possibile aprire un confronto libero, non solo su una sterile critica e protesta, ma anche su ipotesi di progetti e di percorsi che traguardino il bene comune e il buon governo delle comunità, del governo centrale nazionale e degli Stati d’Europa. Sel vuole continuare a portare il suo contributo al rinnovamento della Sinistra e per la costruzione di una proposta politica di governo del Paese. Il primo successo di questi mesi è stato politico, senza soldi, grazie alla generosità ed al disinteresse di migliaia di attivisti in tutti Italia, si è riusciti a far cambiare il modello di scelta di molti Sindaci. Attraverso le primarie si è riuscito a presentare e sostenere candidature di ‘società allargata’ che ci hanno consentito di rompere gli schemi preesistenti di portare a Sindaci di molte città e comunità figure nuove e autorevoli tra cui: Pisapia, Zedda, Doria” prosegue il coordinatore di Sel.
“Sicuramente il crescente astensionismo costituisce il segnale politico piu’ preoccupante della scorsa tornata elettorale. Indubbiamente, esso risente del crescente discredito della classe politica e della vera e propria crisi democratica e di rappresentanza che attraversa il nostro Paese. Il dato piu’ clamoroso che emerge dalle elezioni e’ il crollo rovinoso della destra che risulta priva di coesione politica e delegittimata nelle sue parti costituenti, Pdl quanto e Lega. Appare chiaro il fallimento del progetto politico del “terzo polo”. Non solo siamo di fronte ad un irrilevanza di tipo elettorale, che e’ tanto più grave quanto non riesce a intercettare i voti in uscita dalla destra, ma ad un fallimento tutto politico dell’ipotesi di poter conquistare il ‘voto dei moderati’. Le coalizioni di centrosinistra conquistano molte città”.
“Si tratta – prosegue Isetta – di una vittoria, incontestabilmente, che e’ ancora solo elettorale, poiche’ essa non riesce a darsi una dimensione strategica e nazionale. Sicuramente non si tratta della vittoria di un solo partito, tanto meno di una vittoria “senza se e ma”. Si tratta di far tesoro di tutte le indicazioni che sono venute nel ciclo delle ultime due elezioni amministrative e dei referendum per non rimanere vittima delle proprie immagini stereotipate. Quello che e’ certo e’ che non ha vinto, banalmente, la “foto di Vasto”, ma la capacita’ dei tre principali partiti di centrosinistra di mettersi in connessione nelle citta’ con la crescente sensibilità civica e con le esperienze piu’ innovative, spesso emerse con le primarie”.
“Il ‘boom’ di Grillo e del M5S c’e’ stato. Averlo negato, continuare a farlo, non e’ che un esorcismo. Il voto a Grillo e’ quindi visto soprattutto come uno strumento di radicale ricambio della classe politica, quando essa non e’ in grado di autoriformarsi. Bisogna affrontare la questione senza scorciatoie e avanzando un progetto politico capace di trasformare la rabbia di tanti in opportunita’ di cambiamento reale. Non possiamo raccontare fandonie: la nostra ispirazione e’ la buona politica, democratica e costituzionale, di sinistra, tutte cose che il grillismo non considera certo centrali. I messaggi che vengono dal voto sono quindi molteplici e fra tutti prevale quello del giudizio pesantissimo sui partiti. Il primo compito del nuovo centrosinistra e’ di farsi portatore della riforma della politica: codice etico, trasparenza, rigoroso rispetto di limiti di spesa nelle campagne elettorali, limite dei mandati elettorali ad ogni livello elettivo, ricambio generazionale, vincolo della democrazia paritaria sempre e quindi anche nella composizione delle liste elettorali, abolizione di privilegi per le cariche elettive”.
“Siamo in un cambio d’epoca, su un crinale. Il voto esprime una connessione tra crisi sociale e democratica. In passato il voto e’ stato l’autobiografia della vita politica, oggi e’ l’autobiografia della società italiana. Il voto di centrosinistra ha l’affanno derivato dalla mancanza di un progetto politico. Bisogna che il centrosinistra che vuole vincere e governare appaia al mondo. Vanno immediatamente convocati gli stati generali del futuro, come luogo per salvare il Paese. E’ una proposta di cui non vogliamo essere ‘proprietari’, poiche’ vogliamo che sia a disposizione della societa’ italiana. Se Bersani ed il Pd dicessero di no, Sel e Idv sono pronti ad aprire il cantiere e a metterlo a disposizione di chi voglia contribuire a cambiare il Paese. Non si puo’ immaginare un percorso verso le elezioni che sia sequestrato dai partiti, a partire dal nostro. La politica deve ritornare ad essere un bene comune, a disposizione di tutti quelli che vogliano contribuire con il loro personale e disinteressato impegno al cambiamento” conclude Isetta.