
Pontinvrea. Il sindaco di Pontinvrea, lunedì 4 giugno alle ore 21, riunirà il consiglio comunale per deliberare le aliquote dell’Imu. Dopo una riunione di maggioranza convocata nel pomeriggio per fare il punto della situazione, il sindaco si presenterà in Consiglio con la proposta di lasciare invariata l’aliquota sulla prima casa al 4 x 1000 ed una “detrazione libera”, quindi portando, di fatto, il costo per i cittadini a zero; invece, per quanto riguarda le seconde case si applicherà il minimo previsto cioè il 7,60 x 1000.
Rimane ferma la battaglia del sindaco su quella che ritiene una “rapina di Stato”. “Tuttavia – precisa Camiciottoli – non potendo obbligare i cittadini a non pagare l’Imu solo per sostenerlo in questa iniziativa, adotterò, per agevolare i miei cittadini in questo grave momento di crisi dove di tutto c’era bisogno tranne che di un’altra tassa, la possibilità di detrarre completamente il costo dell’Imu. I tempi sono stretti ed il giorno in cui le amministrazioni comunali metteranno ancora più in crisi le famiglie italiane per conto dello Stato centrale è vicino”.
“Ritenevo un mese fa, ed oggi ne sono sempre più convinto, che i tagli si debbano fare dall’alto e che il recupero dell’evasione fiscale vada fatto a 360°, ad esempio, recuperando i 96 mld di evasione sulle slot machine – prosegue Camiciottoli – Se è vero che la tassazione dev’essere giusta e soprattutto equa, mi chiedo perché il governo non ha ancora tassato i capitali in Svizzera come hanno già fatto quasi tutti i Paesi europei. L’ho detto rispondendo ad una giornalista del programma ‘Ballarò’: partita appositamente da Roma per farmi un’intervista mai mandata in onda, se il bilancio del Comune di Pontinvrea non starà in piedi rimetterò il mio mandato nelle mani del Prefetto e manderò le chiavi a Roma perché vengano loro a governare Pontinvrea”.
“Un grande rammarico, che non mi fermerà in questa battaglia di giustizia sociale, è che il grido di disperazione delle famiglie non sia stato raccolto dalle associazioni di categoria come Anci e Anpci che pensano a fare manifestazioni e sfilate per ripulirsi la coscienza ma nel concreto si arrabbiano solo perché l’Imu non la fanno applicare a loro ma gli introiti vanno in tutto o quasi allo Stato centrale, dimenticandosi di essere stati eletti dai loro cittadini per gestire i loro Comuni ma anche per garantire i loro diritti. I cittadini pagano già le tasse allo Stato per avere i servizi quindi non si può pensare di continuare a gravare su di loro, su chi ormai non ce la fa più ad arrivare alla seconda settimana”.
“La Corte Costituzionale, già negli anni ’60, affermava che la tassazione non può essere lesiva del minimo vitale delle persone. Hanno mai pensato i nostri politici a sedersi un momento per chiedersi come si fa ad arrivare a fine mese con 500 euro di pensione mensili? Bene, io l’ho fatto! Mi viene ancora adesso la pelle d’oca a pensarci ed è per questo che insieme alla mia maggioranza e a tutti quelli che vorranno partecipare a questa battaglia di giustizia sociale che non applicherò l’Imu sulla prima casa e mi batterò con tutto me stesso perché questo avvenga anche in tutta Italia” conclude il sindaco di Pontinvrea.