
Alassio. Marco Melgrati, consigliere regionale del Pdl ed ex sindaco di Alassio, scrive una lettera aperta al segretario nazionale Angelino Alfano e al presidente Silvio Berlusconi sulla necessità di voto nel rinnovo dei direttivi comunali. Melgrati chiede di svolgere assemblee ed elezioni immediate “per evitare ancora una volta di affidare le segreterie cittadine a dei nominati, procedura non più accettabile in un momento difficile della vita politica dei partiti”.
“Abbiamo assistito nel congresso provinciale ad un dibattito seguito da pochi iscritti, i soliti noti, mentre si consumava un continuo passaggio di ‘elettori’ chiamati dai propri referenti locali a dare il loro contributo, con il voto, per poi scappare via, incuranti dei contenuti degli interventi, e avulsi dalla vita propria del partito – scrive Melgrati – Credo che sia meglio avere meno iscritti, ma convinti e pronti a diffondere le idee del liberismo di centro destra e dell’anticomunismo, valori che ci accomunano ai nostri elettori moderati, che oggi sono delusi e ‘incazzati’, ma che attendono un segnale di speranza”.
“Oggi si ripropone, in assenza del regolamento per i congressi cittadini, di nuovo di ‘nominare’ i coordinatori comunali, da parte dei coordinatori provinciali a questo deputati. Chiedo di dare a breve la possibilità di votare questi coordinamenti cittadini, redigendo il ‘famoso’ regolamento; non si può pensare di continuare con il ‘partito dei nominati’; questi tempi sono finiti, e forse non dovevano nemmeno cominciare. Il partito deve ritrovare il rapporto con i cittadini, con gli elettori, con la base, e lo può fare solo attraverso una nuova stagione che non può fare a meno di regole democratiche” scrive nella lettera Melgrati.
“Secondo me è necessario anche, traguardando le elezioni dei direttivi cittadini, riaprire il tesseramento a quanti, delusi da una formulazione che ha privilegiato le elezioni dei direttivi provinciali a quelli cittadini, con una operazione che avrà anche delle giustificazioni ma che è contraria ad una organizzazione democratica e piramidale di un partito, vogliono tornare ad impegnarsi in un partito che ritorna democratico, che non sarà più dei nominati dagli amici degli amici, che rischierà di creare discussioni dure all’interno delle assemblee, ma che dovrà uscire più forte e motivato da queste elezioni dei direttivi comunali” osserva Melgrati.
Il consigliere regionale del Pdl prosegue: “Dobbiamo tornare nelle piazze con i banchetti e i gazebo, dobbiamo ritrovare un progetto politico da proporre, che non può essere il supino appiattimento, ancorché giustificato dal senso di responsabilità, verso questo governo del premier imposto dal Colle e dai poteri forti, il professor Mario Monti, con una manovra antidemocratica e priva della legittimazione popolare; governo freddo e senza anima, che non solo non sta risolvendo i problemi del Paese, ma che ha peggiorato la qualità e le condizioni della vita di tutti gli italiani”.
“La mia proposta è semplice: riuniamo, nell’attesa del regolamento per i congressi cittadini, assemblee degli iscritti in ogni città e paese; chiediamo chi vuol candidarsi alla guida cittadina del partito; ascoltiamo le varie tesi dei candidati, e poi votiamo, democraticamente, a maggioranza semplice, e chi prende più voti sarà indicato al coordinatore provinciale che poi lo nominarà ufficialmente; gli altri candidati non vincenti potrebbero essere chiamati a supportare il più votato per la gestione del partito, sempre in attesa del ‘famoso’ regolamento” conclude Melgrati.