
Finale L. “L’associazione anti-parco del finalese per la tutela e la valorizzazione delle nostre terre non è qualche cosa di nuovo, ma è la naturale evoluzione del comitato anti-parco, visto il numero di iscritti nei sette comuni interessati e l’ espansione di interessi su tutto il territorio. Uno degli argomenti affrontati è stato il rapporto con tutte quelle associazioni ambientaliste, con le quali abbiamo provato ad instaurare un rapporto e sembrava esserci stato un momento di distensione, che riteniamo, per alcuni segnali negativi di questi ultimi tempi, definitivamente naufragato dopo l’esternazione dei verdi Finalesi”. Questa la replica dell’associazioni alle affermazioni del portavoce dei Verdi Gabriello Castellazzi che aveva rilanciato il Parco del Finalese e la valorizzazione dell’entroterra per il rilancio turistico.
“Noi non spendiamo parole nei salotti frequentati da chi non distingue una ginestra da un lentisco, ma se, come detto da loro questo è uno degli angoli più belli del mondo”, non sono state le loro parole a conservarlo, ma il nostro lavoro. Per verificare il tutto è sufficiente una visita su Punta Crena, che rimane uno dei punti più desolatamente maltrattati dalle loro cure. Noi non aspettiamo soldi per mantenere un ente parco piovuto dal cielo e ringraziamo la giunta comunale di Finale Ligure che si è sempre dimostrata contraria all’istituzione del parco, come altre giunte dei comuni limitrofi” aggiunge la nota.
“Siamo contenti che si voglia organizzare una gita al parco del Beigua per incontrare chi non va più a caccia, chi ha problemi da operatore turistico identici ai nostri dovuti al periodo storico che stiamo vivendo, le mille difficoltà aggiuntive degli agricoltori e capire i dubbi pro e i sicuri contro del caso. Vorremmo parlare, speriamo per l’ultima volta, del fatto che da noi la percentuale dei terreni privati interessati dall’istituzione del parco supera il 90% ed è per questo motivo che siamo favorevoli ad un referendum, che secondo noi deve essere fatto, ma solo tra i diretti interessati cioè i proprietari. Altrimenti il parco può essere tranquillamente istituito, ma non nei nostri boschi, nei nostri uliveti, nei nostri terreni e nelle nostre vigne ma nei loro salotti di cui parlavamo prima”.