
Finale Ligure. “Questa città è per me il luogo del cuore e della famiglia, mi sento cittadino di Finale perché ci vengo da quasi trent’anni”. Ferruccio de Bortoli, il direttore del Corriere della Sera premiato come Inquieto dell’Anno, ha voluto esprimere parole d’affetto per la località che ospita il Festival all’auditorium di Santa Caterina nel rione Borgo.
“Condivido questo premio, che mi lusinga, con mia moglie Elisabetta: questa città è il luogo degli affetti e della famiglia; lo è anche per mio figlio Filippo e mia figlia Anna, come lo era per mia suocera, che non c’è più, che scelse per la vacanza le bellezze di questo posto. E’ il luogo del cuore, della famiglia, della casa” ha evidenziato De Bortoli, che ha anche ringraziato il sindaco Richeri per il “prestito” della fascia tricolore durante la celebrazione del matrimonio della cognata. Poi un accenno a Varigotti, “luogo della quiete in cui fuggire dal caos di tutti i giorni”.
Dibattiti, incontri, concerti, mostre: tutte le sfaccettature culturali hanno distinto anche l’edizione appena conclusa del Festival dell’Inquietudine, dedicata al “potere”, inteso come sostantivo e come verbo.
“Il Premio Inquieto dell’anno è stato assegnato a De Bortoli perché, a differenza di molti operatori della comunicazione che appaiono impegnati a gareggiare con politicanti, tronisti e soubrette in sguaiataggine, arroganza e superficialità, lui conquista consensi con la sua eleganza culturale, con lo scritto e l’eloquio pacato. La persona Ferruccio de Bortoli rappresenta un’espressione dell’Inquietudine opposta alle riduzioni della stessa a enfasi o irrequietezza. Il suo gesto comunicativo non sta nella parola o nella frase sopra le righe ma nel paziente argomentare” hanno sottolineato gli Inquieti del Circolo coordinato da Elio Ferraris.
Il Circolo insieme al direttore del Corriere ha conferito un riconoscimento anche agli “abitanti de L’Aquila” con l’intenzione di “contribuire a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni sul terremoto che il 6 aprile 2009 distrusse quella città, perché si trovino, finalmente, le giuste soluzioni e non si propaghino con il dolore altri errori. Questo riconoscimento, deciso settimane fa, risulta ancor più pertinente in questi giorni in cui un altro devastante terremoto ha portato dolore e rovina in una larga area dell’Emilia”.