
Vado Ligure. Via libera all’ampliamento della discarica del Boscaccio di Vado, principale asset del piano provinciale dei rifiuti, con un intervento economico da 32 milioni di euro.
Enrico Poliero, amministratore delegato di Geotea ed Eco Savona, società operativa che realizzerà l’ampliamento, riferisce: “L’iter di ampliamento si sta concludendo e speriamo si definisca entro l’estate, anche se la decisione spetta alla Provincia. Le conseguenze principali per i Comuni del comprensorio saranno la possibilità di usufruire di un’infrastruttura totalmente riqualificata, di elevato livello tecnologico, con impianti completamente nuovi, con una qualità del servizio che sarà mantenuta a livelli di assoluto primato nell’ambito della gestione di questo servizio e soprattutto come effetto delle prime due importanti novità, cioè la riqualificazione dell’impiantistica e la qualità del servizio, potranno usufruire di una forte riduzione delle tariffe”.
“Questo perché, evidentemente, qualità vuol dire anche risparmio e quindi noi riteniamo di poter svolgere il servizio di smaltimento, che oggi costa circa 80 euro (tariffa di smaltimento pura), ad un importo vicino ai 69 euro. Ci sarà quindi una forte riduzione a beneficio di tutte le amministrazioni comunali della provincia” aggiunge l’ad Poliero.
“La riduzione delle tariffe è un messaggio importante che qualifica la nostra presenza sul territorio – spiega Poliero – Noi ci teniamo ad avere come tratto distintivo quello di un’azienda seria che evidentemente fa efficienza, ma che condivide questa efficienza con tutti i portatori di interesse che ruotano attorno a noi che sono i fornitori, gli azionisti e tutti i cittadini che potranno avere un servizio di alta qualità ed economicità”.
“Il nostro obiettivo e di trattare i rifiuti, recuperare i materiali, tutto ciò che è possibile recuperare, dal ferro alla plastica, fino all’energia e lasciare in discarica solo il residuo. Ovvero quello che è previsto dalla legislazione che parla di discariche residuali, che devono supportare un processo integrato di recupero, riciclo e riutilizzo dei materiali nei limiti del possibile. Nessun altro tipo di utilizzo se non quello che ho descritto” conclude l’ad Poliero.
Così l’assessore regionale all’ambiente, Renata Briano: “Abbiamo siglato un protocollo d’intesa insieme alla Provincia e al Comune. E’ stato valutato da un punto di vista tecnico e ambientale dai nostri uffici; c’è un parere molto approfondito che ha guardato a tutti gli effetti, in particolare al fatto di non danneggiare alcune zone di tipo carsico che sono vicine al sito”.
“C’è poi la prospettiva di lavorare ancora tutti insieme – continua l’assessore – considerando però da un punto di vista regionale e provinciale l’intero ciclo dei rifiuti che non deve guardare solo allo smaltimento finale, che dovrebbe ridursi sempre di più nel tempo, ma anche alla riduzione e alla raccolta differenziata. Aspetti su cui stiamo lavorando e su cui, essendo in provincia di Savona, devo anche rimarcare che ci sono moltissime buone pratiche in corso in molti Comuni. Savona è quella che ha più Comuni che sono virtuosi in questo ambito e spero che vengano copiati da tante altre amministrazioni nel nostro territorio”.
Prosegue l’assessore regionale: “Il rifiuto che poi va a finire allo smaltimento finale ed in questo caso in discarica continua ad esistere e quindi è fondamentale avere anche una prospettiva di un pò di anni proprio per, da un lato traguardare il ciclo complessivo, ma avere la tranquillità di avere un luogo ambientalmente sostenibile dove poter smaltire”. “L’abbassamento delle tariffe – conclude Renata Briano – è l’altro aspetto su cui abbiamo puntato tanto e che dà una bella risposta ai cittadini, che, in questo momento, non è poco”.
“Ci siamo – evidenzia l’assessore provinciale Santiago Vacca – E’ un momento imporitante per la provincia e per il ciclo di raccolta sul terriotorio. Questo ampliamento ci dà dieci anni di lavoro in cui noi non dobbiamo dormire sugli allori ma lavorare con la Regione e i Comuni per migliorare la raccolta”.
Quanto ad una possibile sinergia con al discarica di Varazze, “la Ramognina presenta un problema legato a investimenti di un capannone e ci interfacciamo con il Comune che è il soggetto concedente – spiega Vacca – Comunque sia si tratta di una discarica che fa in percentuale molto poco (si attesta attorno al 10-15%) ed è residuale rispetto alla grande raccolta di 156 mila tonnellate che vengono qua ogni anno”.
Giovanni Paglia, presidente e amministratore delegato di LBO Italia Investimenti, sottolinea: “LBO è una holding di partecipazioni iscritta all’elenco della Banca d’Italia, effettua i finanziamenti in aziende industriali e opera con modalità di acquisizione di aziende non quotate. La nostra realtà si occupa di acquisire aziende con potenzialità di sviluppo nelle quali effettuare operazioni volte al loro miglioramento: un’azionedi valorizzazione importante per gli azionisti e coloro che sono interessati allo sviluppo dell’azienda, come il territorio, i fornitori, i dipendenti. Operiamo da più di 20 anni in Italia e abbiano investito in molte aziende nostrane”.