
Savona. Marco Melgrati (Pdl) ha illustrato un’interrogazione relativa al blocco delle operazioni chirurgiche nelle strutture del savonese, secondo i quali il direttore generale della Asl 2 avrebbe deciso di interrompere l’attività chirurgica per sette settimane, in prossimità delle festività più importanti: due settimane a Pasqua, tre settimane a ferragosto, due settimane a Natale. Le motivazioni, secondo Melgrati, sarebbero solo di “fare cassa”.
Il consigliere ha contestato che questa soluzione porti ad un vero risparmio dato che il personale infermieristico e medico resterà comunque in servizio durante tale periodo. Il blocco, a suo avviso, avrà soltanto l’effetto di allungare le liste d’attesa. Melgrati ha chiesto, pertanto, alla giunta, “quale sia il reale risparmio, se questo metodo contempera il diritto all’assistenza sanitaria dei cittadini ed infine se questo servizio sia accettabile e se non vi sia altro modo per evitare sprechi e sovrapposizioni. Il blocco delle due settimane Pasqua c’è già stato e ora possiamo valutare quale risparmio abbia portato. Così come possiamo sapere quale risparmio sia stato ottenuto a livello di day surgery. Certamente ha allungato le liste di attesa da 6 a 9 settimane. Se l’assessore vuole risparmiare davvero qualche suggerimento io e il collega Rosso possiamo darglielo. Otterrà risultati concreti senza peggiorare il servizio”.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo: “Io valuto tutti i suggerimenti – ha detto – ma in realtà non me ne arrivano tanti. Con questa sospensione temporanea delle attività i risparmi ci sono stati e consistenti. L’operazione, che in ogni caso garantisce che gli interventi urgenti vengano fatti e mantiene le sale operatorie aperte a questo scopo, nasce dalla necessità di ottimizzare le risorse a disposizione tenendo conto della ridottissima copertura del turnover. In pratica si evita che si creino situazioni di sovraccarico per il personale con ricorso allo straordinario o a periodi di congedo aggiuntivo con giornate di lavoro che, a seconda dei contratti, devono essere retribuite o recuperate. Occorre considerare che anche le ferie non godute rappresentano un costo per l’amministrazione. Con il blocco delle due settimane a Pasqua sono stati risparmiati 400 mila euro e numerose giornate di congedo. In generale le prossime chiusure previste consentiranno di risparmiare altre 695 giornate di congedo. Non siamo in presenza della volontà di peggiorare il servizio ai cittadini ma di applicare le regole della buona amministrazione. In quanto all’aumento delle settimane di attesa queste potranno essere riassorbite nei periodi successivi quando l’organico sarà completo”.