
Savona. “Gli enti locali non hanno esercitato i propri diritti-doveri “moderando” l’autorità portuale, ma paradosso nella storia, ne hanno subito tutta l’arroganza. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Progetti invisi ai cittadini (Margonara), non a norma UE per sicurezza ed antincendio (tunnel sottomarino funivie) e per un traffico (carbone) in declino da anni, gravemente impattanti la vivibilità urbana (Costa Crociere) con elevato aggravio di inquinamento ed aumento del traffico sulle strade, grave impatto ambientale (piattaforma Maersk) senza quelle ricadute reali sul lavoro che la giustifichino e senza senso nel contesto dei trasporti marittimi nè su quello delle infrastutture a terra. Solo alcuni punti”. Anche il presidente del Comitato Albamare Paolo Forzano interviene nel dibattito sulla successione del presidente Rino Canavese al vertice della Port Authority, senza tralasciare pesanti critiche alla gestione di questi anni.
“Da non dimenticare poi la quasi fallimentare esperienza del porto container di Capo Vado, la speculazione edilizia in porto, la mancanza di sistemazione dell’area Priamar a scopi pubblici, la mancata connessione elettrica delle navi in banchina, la realizzazione della rotatoria di accesso al porto in corso Mazzini mal progettata che ha costituito un ulteriore “tappo” al traffico, la proposta di collegare il porto attraverso il Priamar-corso Colombo-corso Viglienzoni-corso Ricci all’Aurelia bis (un esempio incredibile di assurdità urbanistica che manda il traffico pesante in centro città)” aggiunge Forzano.
“Dopo decenni che la città subisce un traffico indotto dal porto, invece di risolvere con un “progetto” efficace di collegamento del porto con le autostrade in modo da sollevare la città di Savona e le Albisole da un carico di traffico insopportabile, c’è solo questa proposta che faciliterà sì il porto, ma senza rispetto alcuno per la città” afferma Forzano.
“In questa città sono sorte molte associazioni e comitati di cittadini per quale motivo? Perchè vorrebbero poter essere ascoltati da quel “potere” che hanno eletto, e che poi non li ascolta” conclude Forzano.