
Savona. L’accusa nei loro confronti era di aver costituito un’azienda in Valbormida, la “Ecopallets”, con l’unico scopo di ottenere dalla Filse (la società per l’attuazione della politica regionale in campo economico e sociale) contributi per l’attività di realizzazione di pallet in legno. In tre, Matteo D’Alleva, Giorgio Diotti e Michele Ficarra, che secondo la Procura avrebbero intascato tra i 50-60 mila euro dall’ente regionale, erano quindi stati rinviati a giudizio con l’accusa di truffa ai danni dello stato.
Questa mattina il processo si è chiuso con due condanne ed un’assoluzione. Per alcuni degli episodi contestati inoltre è stato dichiarato in non luogo a procedere per prescrizione del reato. Nel dettaglio, il giudice ha inflitto a Diotti dieci mesi di reclusione per aver presentato, nel gennaio 2005, una falsa fattura per l’acquisto di un macchinario (una troncatrice pneumatica) per impedire che venisse revocato il beneficio della Filse e per aver dichiarato di aver regolarmente pagato quella fattura ed un’altra che in realtà non era stata saldata. Per lo stesso episodio D’Alleva, che risultava essere il legale rappresentante della Ecopallets, è stato condannato ad un anno e tre mesi di reclusione. Per entrambi il giudice ha concesso la sospensione condizionale della pena e ha inoltre dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione per aver, nel 2003 e 2004, formulato la domanda di erogazione alla Filse senza averne titolo.
Per Ficarra, che doveva rispondere solo dell’accusa, in concorso, di aver richiesto i contributi e aver presentato la falsa fattura è stato assolto per non aver commersso il fatto. Con la stessa formula il giudice ha anche assolto D’Alleva dall’accusa di aver omesso di versare le ritenute previdenziali sulle retribuzioni dei dipendenti relative a quattro mensilità del 2005.