
India. La vicenda giudiziaria di Tomaso ed Elisabetta resta impantanata in lungaggini e ritardi. Il rischio, ora, è quello di dover aspettare luglio per l’inizio del processo d’Appello dal momento che, a partire da metà maggio, i tribunali indiani saranno chiusi per ferie.
“I nostri avvocati stanno preparando una serie di solleciti al presidente del tribunale e nelle sedi competenti avvalendosi dell’ordine passato dalla Suprema Corte secondo il quale l’Appello dovrebbe essere messo a calendario entro il 2 settembre” fa sapere Marina Maurizio, la mamma del ragazzo ingauno rinchiuso, insieme all’amica Elisabetta, da più di due anni nel carcere di Varanasi e condannato in primo grado all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso il proprio compagno di viaggio Francesco Montis.
“Tomaso sta bene e dalle sue lettere traspare molto ottimismo per l’Appello” dice ancora la signora Marina che non nasconde la frustrazione per i continui rinvii di udienze e ritardi che, in questi anni, hanno caratterizzato l’iter giudiziario di questa vicenda.
Tomaso ed Elisabetta sono accusati di aver ucciso il loro amico Francesco Montis nel corso di un viaggio in India, nella camera d’albergo che i tre condividevano a Varanasi. Un omicidio che, secondo l’accusa, sarebbe a sfondo passionale. Per la difesa si tratterebbe invece di morte per cause naturali.
Dopo la condanna all’ergastolo in primo grado e il no alla richiesta di libertà su cauzione in attesa dell’Appello, i due giovani italiani – lui di Albenga e lei di Torino – aspettano di potersi difendere da accuse che hanno sempre respinto. Al momento, però, sembrano doversi rassegnare ad un’altra estate incerta, nel caldo soffocante della prigione di Varanasi.