
Albenga. “Fior d’Albenga” perde i pezzi, con uno dei suoi tanti giardini fioriti costretto a chiudere per furti. Proprio così: una delle tante aiuole abbellite con piante colorate e addobbi coreografici che, in queste settimane, hanno fatto bella mostra di sé nel centro storico ingauno, è stata infatti smontata in tutta fretta dopo due misteriosi saccheggi compiuti tra il primo maggio e la scorsa notte.
Furti inspiegabili – dal momento che si tratta di bottini davvero esigui – e comunque odiosi, perché non solo vanno a rovinare un momento di festa per la città, ma anche perché riguardano oggetti che hanno un grande valore affettivo per le famiglie convolte nella manifestazione.
L’aiuola presa di mira dai “fior di ladri” è quella di piazza 4 Novembre, in pieno centro storico, a due passi dal municipio. Quella, fra l’altro, allestita dall’azienda agricola “Il Giardino dell’Orchidea” della famiglia Ferrando che fa capo a Sandro, scomparso due anni fa, e al quale è dedicata la manifestazione.
Nella serata del primo maggio i soliti ignoti hanno rubato un antico macchinario per dare il veleno che apparteneva proprio al signor Sandro: un oggetto che, a livello economico, vale poco ma che, dal punto di vista della sua famiglia, ha ovviamente un enorme significato, dal momento che Sandro non c’è più.
I ladri hanno agito velocemente, in uno dei pochi momenti in cui a “presidiare” i giardini fioriti non c’erano né i vigili né i carabinieri. E lo stesso hanno fatto nelle scorse ore, quando hanno sottratto due antichi carretti per trasportare le verdure e che abbellivano l’aiuola già saccheggiata. Di qui, la decisione di smontare tutto – in accordo con il presidente dell’associazione Floras che ha organizzato l’evento – e di apporre un cartello per spiegare le motivazioni di questa decisione.
“Il Giardino dell’Orchidea è costretto , a malincuore, a disallestire anzitempo questa aiuola – si legge sul cartello in questione – La decisione è stata presa a causa dei reiterati furti di piante e attrezzi da lavoro antichi. Questi comportamenti, totalmente irrispettosi verso il nostro lavoro, gratuito, all’interno di una manifestazione improtante per la città, ci hanno molto amareggiato anche per il valore affettivo di tali oggetti appartenuti a nostro padre Sandro, cui Fior d’Albenga 2012 è stata dedicata. Come tutti i nostri colleghi abbiamo aderito con entusiasmo all’iniziativa, per promuovere il bellissimo centro storico e tutti i prodotti ortoflorovivaistici. Il nostro rammarico è che, nonostante la vicinanza al municipio, in una realtà controlata e videosorvegliata, per colpa di pochi maleducati venga meno la possibilità di godere della bellezza del nostro lavoro a chi ancora non ne aveva avuto la possibilità”.
Questi fatti, tra l’altro, fanno seguito ad altri casi simili che hanno visto misteriosi malintenzionati prendere di mira le bellezze di “Fior d’Albenga”: pare infatti che altri giardini siano stati “privati” di piante così come di semplicissima paglia, e questo proprio nei giorni in cui si è deciso di prorogare la manifestazione fino all’8 maggio. Ladri permettendo.