
Albisola Superiore. Il liquidatore Gianfranco Gabriel ha ribadito l’idea di una Fac “snella” all’odierno tavolo industriale. Un’ipotesi che, in attesa di delucidazioni, continua a mettere in allarme i sindacati, che paventano uno “spezzatino”. Alla riunione romana convocata al Ministero hanno partecipato, oltre al commercialista incaricato della liquidazione, il sindaco Franco Orsi, rappresentanti della Regione e delegati sindacali.
“Il nostro obiettivo era quello di evidenziare il problema della Fac-Acf Porcellane come emergenza al di fuori del contesto locale, da porre all’attenzione centrale – riferisce Fulvio Berruti della Filctem Cgil – Il liquidatore ha ribadito l’ipotesi di realizzare un piano di impresa più ‘snello’, che sia appetibile per chi vuole investire. Siamo d’accordo ad individuare soluzioni. Ma noi chiediamo alle istituzioni la salvaguardia dell’intero profilo occupazionale della fabbrica”.
Il prossimo incontro, a livello savonese, è fissato per il 7 maggio: si farà il punto sulla cassa integrazione in scadenza il 26 dello stesso mese. Berruti ribadisce la posizione ferma sul blocco produttivo: “Nonostante le opinioni di qualcuno, rese fuori dall’assemblea, la linea deve essere quella di non rimuovere il blocco, fino a quando non avremo garanzie”. Una stoccata alle recenti dichiarazioni di esponenti di settore Uil. Si delinea quindi una spaccatura sul mantenimento dell’assemblea permanente organizzata nello storico impianto di produzione di tazzine.
Restano ancora da verificare gli sviluppo dei fratelli Riccardo e Roberto Sala dell’Ipa di Usmate, in provincia di Monza, da sempre concorrente della Fac, che avevano rinnovato l’interesse per l’acquisto della realtà albisolese, nonostante le riserve manifestate proprio sul fronte dei conti dell’azienda e degli investimenti necessari per il rilancio del sito produttivo.