
Il Consiglio nazionale forense ha sottoscritto con l’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni, un protocollo d’intesa in tema di razionalizzazione degli uffici giudiziari.
L’accordo, si legge in una nota, è finalizzato ad “esprimere la forte preoccupazione in ordine all’ipotesi di riduzione dei presidi giudiziari in assenza di criteri programmatici con i quali le spese sono determinate e avviare un lavoro comune, con la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto, per completare il censimento per quanto riguarda costi e fabbisogni circa la geografia giudiziaria e per realizzare un’analisi dei territori in relazione ai costi generati dalla riduzione delle circoscrizioni giudiziarie in termini di logistica, trasporti, sedi, impatto ambientale e fasi transitorie”.
Per questa ragione “il governo prima di proporre la chiusura degli uffici giudiziari di primo grado (tribunali sub-provinciali, sezioni distaccate, uffici del giudice di pace) calcoli bene i costi e i risparmi effettivi per la collettività di tutta l’operazione, altrimenti si rischieranno più danni che benefici”.
I due organismi sollecitano infine l’esecutivo ad “avviare il controllo di gestione ai fini della trasparenza della spesa corrente che viene oggi addebitata automaticamente ai Comuni, ad applicare il criterio dei costi standard e non più quello della spesa storica per valutare l’efficienza del servizio, adottare un modello di misurazione dei fabbisogni standard e avviare un’analisi del territorio per calcolare i costi della revisione giudiziaria”.